Mons. Jude Ayodeji Arogundade, vescovo di Ondo, la diocesi nigeriana dove è stato compiuto ieri l’attacco a colpi di armi da fuoco ed esplosivi alla chiesa cattolica di San Francesco Xavier a Owo, invita a “mantenere la calma, a rispettare la legge e a pregare affinché la pace e la normalità tornino nella nostra comunità, Stato e Paese”.
Ad investire di più in armamenti nel 2021 sono Stati Uniti, Cina, India, Regno Unito e Russia, che insieme rappresentano il 62% della spesa globale. I principali esportatori di armi nel mondo sono invece, nell'ordine, Stati Uniti, Russia, Francia, Cina e Germania. Sono aumentate le esportazioni di Stati Uniti e Francia e le importazioni verso Europa (+19%), Asia orientale (+20%) e Oceania (+59%). La crescita maggiore delle importazioni è in Europa
Parla al Sir mons. Christian Carlassare, vescovo di Rumbek e missionario comboniano: ad un anno dall'agguato che lo ferì gravemente alle gambe a marzo è tornato nella sua diocesi e aspetta insieme a tutta la popolazione sudsudanese la visita di Papa Francesco dal 5 al 7 luglio. La grande speranza di tutti è la pace, la riconciliazione l'unità. Mons. Carlassare camminerà insieme a un centinaio di giovani 40 chilometri al giorno per 8 giorni fino a Juba, per incontrare il Papa
Thomas Courbillon, capo missione di Medici senza frontiere in Yemen, descrive al Sir la situazione nello Yemen, uno dei conflitti più dimenticati che dura da 7 anni. Ad inizio aprile è scattata una tregua di due mesi e sono in corso negoziati ma la crisi umanitaria è gravissima. I due terzi della popolazione (20 milioni di persone) dipendono dagli aiuti, 3 milioni sono sfollati interni. Sanità, scuola ed economia in generale sono in condizioni disastrose ma mancano i fondi per i progetti di sviluppo
“Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati” è il tema della 108ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che sarà celebrata domenica 25 settembre 2022. Il messaggio di Papa Francesco.
Paolo Beccegato, vice direttore di Caritas italiana, conferma al Sir il rischio che venga meno l'onda di solidarietà iniziale nei confronti dell'Ucraina a causa del perdurare del conflitto. Anche perché il 30% degli ucraini ha bisogno di sostegno. Finora sono stati donati 2 milioni di euro per aiuti umanitari e le spedizioni continuano. 6.000 i profughi accolti nelle comunità cattoliche. Entro metà maggio dovranno pervenire a Caritas italiana le collette realizzate nelle diocesi, su indicazione della Cei
Nel bando di quest’anno del Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale sono stati messi a disposizione 56.205 posti, di cui 930 per l’estero, in 566 programmi di intervento, articolati in 2.818 progetti su tutto il territorio nazionale. Inoltre grazie ai fondi del Pnrr il Dipartimento ha stanziato a gennaio 2022 un finanziamento aggiuntivo per 8.481 posizioni in più, di cui 8.307 in Italia e 174 all’estero
Si svolgerà domenica 24 aprile la Marcia straordinaria per la pace da Perugia ad Assisi. Il mondo pacifista italiano si unisce agli appelli di Papa Francesco per chiedere il cessate il fuoco, il disarmo e di riprendere la via dei negoziati per risolvere il conflitto in Ucraina.
La guerra non è solo in Ucraina, purtroppo. Secondo i dati più recenti sui conflitti dimenticati di Caritas italiana nel 2021 erano 22 quelli ad alta intensità. Con l'Ucraina si è arrivati a 23. Se invece si tengono in considerazione anche le crisi croniche e le escalation violente si arrivava a 359 conflitti nel 2020. Una scheda per ricordarne almeno alcuni