Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

In Italia il primo corridoio umanitario per minori migranti soli

Finora sono arrivati in Italia, dai campi per rifugiati in Niger, 9 ragazzi sudanesi in fuga dalla guerra in Darfur. In tutto si prevede di accoglierne 35. Il progetto si intitola "Pagella in tasca" ed è realizzato dall'organizzazione umanitaria Intersos in collaborazione con Unhcr. È stato finanziato dalla Conferenza episcopale italiana con 400.000 euro, tramite la Campagna “Liberi di partire, liberi di restare”. Tra gli altri partner, la Fondazione Migrantes della Cei

Migranti: mons. Renna (Catania), “ha vinto il coraggio della verità. Ora inizi una nuova stagione di accoglienza responsabile e condivisa”

“Ha vinto il coraggio della verità che ha riconosciuto nel volto di queste persone quello di uomini e donne con una inalienabile dignità e per noi cristiani, sempre e comunque, fratelli; il buon senso delle istituzioni; l’opera dei medici che hanno agito secondo ‘scienza e coscienza’, a cui va immensa riconoscenza di tutti; l’opera, fedele alla propria alta vocazione, della Protezione civile e della Croce Rossa”.

Povertà: Caritas, 6 assistiti su 10 sono “poveri intergenerazionali”. In aumento i nuovi beneficiari (+7,7%)

Nel 2021 i centri e servizi della Caritas hanno erogato quasi 1 milione e mezzo di interventi di aiuto da 192 Caritas diocesane. Almeno 227.556 persone sono supportate dai soli servizi Caritas in rete presenti in 192 diocesi. Rispetto al 2020 c’è un incremento del 7,7% di nuovi beneficiari, soprattutto stranieri. Sei assistiti Caritas su 10 risultano "poveri intergenerazionali". Tra i nati da genitori senza alcun titolo, quasi 1 su 3 si è fermato alla sola licenza elementare. Cresce anche l’incidenza dei disoccupati o inoccupati che passa dal 41% al 47,1%. Sono 3 milioni di giovani tra i 15 e i 34 anni, pari al 25,1% del totale, che non studiano né lavorano. Sono alcuni dati contenuti nel  Rapporto 2022 su povertà ed esclusione sociale in Italia di Caritas italiana.

Haiti. Il vescovo Dumas: “Paese paralizzato, a rischio la sopravvivenza del popolo. Necessario aiuto internazionale”

Ad Haiti manca il carburante e il cibo, i prezzi sono raddoppiati, le gang tengono in scacco interi quartieri con la violenza. I malati muoiono per mancanza di cure, ospedali, scuole e banche sono chiuse ed è tornato il colera. Serve "un aiuto internazionale che non impedisca l'aspirazione del popolo ad essere libero e sovrano. Che non sia una occupazione ma aiuti Haiti a risolvere i problemi storici, sociali e i blocchi attuali". Lo dice al Sir monsignor Pierre-André Dumas, vescovo di Anse-à-Veau et Miragoâne, parlando della situazione e della richiesta del governo di dispiegare forze militari straniere ad Haiti. Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres si è detto infatti favorevole all'invio di un contingente internazionale Onu