Prosegue il viaggio della delegazione di Caritas italiana guidata da don Marco Pagniello al confine con l’Ucraina, in Romania, Moldavia e Polonia, per manifestare la solidarietà della Chiesa che è in Italia.
Si è conclusa oggi in Polonia la missione di cinque giorni che ha portato in Romania, Moldavia e Polonia, ai confini con l’Ucraina, una delegazione di Caritas italiana, per verificare la situazione dei profughi ucraini e dare supporto e sostegno alle rispettive Caritas locali. Oltre all'intenzione di effettuare due o tre voli umanitari sono stati già destinati 100.000 euro a Caritas Moldavia. Intanto in Italia le diocesi hanno accolto finora 1500 persone su un totale di 7.000 disponibilità.
A Siret, in Romania, alla frontiera con l'Ucraina, gli operatori di Save the children accolgono i bambini in fuga mettendo a disposizione uno spazio dove giocare e rilassarsi. Una testimonianza dal campo. Tra le varie realtà, in Polonia l'associazione Fundacja Happy kids continua ad evacuare giornalmente centinaia di bambini che erano accolti nei centri ucraini: 100.000 in 600 istituti, molti sono orfani o lasciati dai genitori che non possono mantenerli. In Italia si sta muovendo l'associazione M'aMa-Dalla parte dei bambini
“Tutte le parti devono garantire che il passaggio sia organizzato in modo effettivamente sicuro”. Così Carlotta Sami, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unchr) commenta al Sir la tregua momentanea concessa dalla Russia in Ucraina per l’apertura di sei corridoi umanitari, indirizzati solo verso la Russia e la Bielorussia. Il governo di Kiev però li rifiuta, considerando la proposta “completamente immorale”.
“A Kiev e Kharkiv anche i vescovi fanno i volontari e distribuiscono cibo alla popolazione: proseguiamo tutte le attività lavorando dai rifugi anti-aerei e cercando luoghi sicuri, nonostante a Kharkiv anche la curia e gli uffici della Caritas siano dati distrutti da un razzo”.
Stanno aumentando negli ultimi mesi le vittime civili del conflitto nello Yemen, che da 7 anni oppone le milizie Houthi filoiraniane alla Coalizione governativa guidata dall'Arabia Saudita. I contendenti di entrambe le parti non risparmiano bambini, scuole, ospedali, mercati, prigioni. Un Paese al collasso, dove è in corso la più grave crisi umanitaria al mondo, con 20 milioni di persone che hanno bisogno di aiuti e 4 milioni di sfollati. A marzo si rischia che 8 milioni di persone rimangano senza cibo perché non è stato deciso il rifinanziamento degli aiuti internazionali
“Siamo gravemente preoccupati per il rapido peggioramento della situazione e per l’azione militare in corso in Ucraina. Le conseguenze umanitarie sulle popolazioni civili saranno devastanti: in guerra, non ci sono vincitori ma solo innumerevoli vite a rischio”.
A causa dell’aggravarsi della situazione nell’Ucraina orientale, la Caritas locale sta mobilitando tutte le forze e le risorse disponibili per prepararsi a portare aiuti umanitari alla popolazione.