È il sud del Malawi l’area più colpita dalla tempesta tropicale Ana, dove è tutto da ricostruire dopo che i venti e le inondazioni improvvise hanno spazzato via le strade, danneggiato gli alimentatori e lasciato circa 32.000 famiglie senza riparo.
Si celebra oggi l'ottava Giornata mondiale di preghiera contro la tratta indetta da Papa Francesco nel 2005. Ad occuparsi del coordinamento è la rete delle religiose anti-tratta Thalitha kum, che ha organizzato una serie di eventi. L'appuntamento principale è una maratona on line con collegamenti da tutti i continenti. Una testimonianza dalla struttura di accoglienza "Casa Bakhita" della Caritas di Gaeta
"Mi auguro che la comunità internazionale faccia in modo che i problemi politici non siano di intralcio alla necessità di aiutare la popolazione”: a parlare al Sir è Silvia Barlocco, Grant manager dell'ospedale di Emergency a Kabul. Lo scenario è inquietante: 24,4 milioni di persone, più della metà della popolazione afgana, avrà bisogno di aiuti nel 2022. Due bambini su tre sono a rischio malnutrizione grave
Tre migranti sono stati trovati privi di vita sull’imbarcazione in avaria, altri quattro sono morti durante il trasporto verso l’isola, probabilmente per ipotermia. Il barcone, con circa 280 persone a bordo si trovava a circa 20 miglia a sud di Lampedusa. Parla al Sir don Carmelo Rizzo, parroco di Lampedusa da quattro mesi
Nei primi 2 anni di pandemia i 10 uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni, passati da 700 a 1.500 miliardi di dollari, al ritmo di 15.000 dollari al secondo, 1,3 miliardi di dollari al giorno.
“Gli indicatori di Oxfam sono un pugno allo stomaco. L’era che stiamo vivendo è quella a più alto tasso di disuguaglianza nella storia dell’umanità. È un trend già in atto da alcuni anni che ora si è rafforzato. Stiamo arrivando a degli assurdi ingiustificabili. I 10 super-ricchi non sanno nemmeno come spendere tutti questi soldi, mentre il lato basso della forbice peggiora sempre di più, con fame e povertà assoluta in aumento in tutto il mondo. Di fatto non c’è una volontà politica di combattere le disuguaglianze”.
Sono tante le preoccupazioni di alcuni missionari che vivono a Beira e Nacala, in Mozambico e a Cape Town in Sudafrica: la pace che non è solo assenza di guerra ma opportunità di lavoro e educazione, la cura dei migranti e dei rifugiati, la libertà da forme di sfruttamento neocoloniale sulle risorse minerarie e altre materie prime, che in queste zone abbondano. Gli auspici per il nuovo anno
“In Sud Sudan il Natale è la festa per eccellenza poiché viene anche dopo la mietitura in un tempo di relativa prosperità. La popolazione si raduna, senza distinzione di credo o classe sociale, per celebrare la vita. E la comunità ne esce vivificata, rinsaldata e, in qualche misura, anche rinata. È bello allora celebrare la vita di Gesù e, in Lui, la nascita di una nuova umanità”.
L'ultimo episodio di cronaca è l'esplosione di una autobotte di carburante a Cap-haitien che ha provocato oltre 60 morti, tra cui molti bambini. Ma le tragedie sono infinite ad Haiti, tra cui rapimenti di adulti e adolescenti, violenza, mancanza di benzina, acqua, gas, energia elettrica, ospedali chiusi, scuole aperte a singhiozzo, povertà estrema, corruzione e traffici di droga. La testimonianza al Sir di suor Marcella Catozzo: da 17 anni gestisce un orfanotrofio e una scuola materna nella pericolosa bidonville di Waf Jeremie a Port-au-Prince