Tre foto scioccanti dei corpi di un neonato, di un bambino e di una donna abbandonati da almeno tre giorni sulla spiaggia di Zuwara, in Libia, portati lì dalla corrente dopo un naufragio sono state pubblicate da Oscar Camps, fondatore della Ong Open Arms, che effettua salvataggi in mare con le sua navi umanitarie.
Una preghiera “per la situazione a Ceuta e Melilla, per la pace, la convivenza e la sicurezza. Non si utilizzino i nostri fratelli vulnerabili né la sofferenza ma cerchiamo insieme delle soluzioni”.
“Abbiamo afferrato il bambino, era congelato, infreddolito, non si muoveva… È stato un po’ traumatico”. “C’erano molti padri e madri con i bambini legati come meglio potevano sulla schiena, con stoffe e vestiti “: è il racconto di Juan Francisco, l’agente del gruppo speciale attività subacquee della Guardia civile spagnola, che ha salvato un neonato nel tratto di mare vicino all’enclave spagnola di Ceuta in Marocco.
Una persona su 4 (il 24,4%) che si è rivolta alle Caritas diocesane per chiedere aiuto tra settembre 2020 e marzo 2021 è stata classificata tra i “nuovi poveri”, pari ad un totale di 132.717 persone su 544.775 persone. Le donne sono la maggioranza: 53,7%, così come sono la maggioranza gli italiani (57,8%). L’incidenza degli italiani tra i "nuovi poveri" è ancora più alta: il 60,4%. In aumento il disagio psico-sociale tra anziani e donne (77,4%), la povertà minorile (66,3%), il rinvio delle cure sanitarie non legate al Covid (66,8%), le violenze domestiche (51,1%)
Sono oltre duemila le persone sbarcate in questi ultimi giorni a Lampedusa, l'hot spot è sovraffollato in attesa dei trasferimenti sulla terraferma e centinaia di migranti sono stati costretti a trascorrere la notte sul molo in condizioni terribili. La denuncia e il commento di don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa
Ad una settimana dal ferimento a colpi di arma da fuoco ad entrambe le gambe, parla al Sir dall'ospedale di Nairobi il vescovo di Rumbek monsignor Christian Carlassare. Ha subito altre due operazioni e ci vorrà tempo per la riabilitazione, quindi la cerimonia di ordinazione in diocesi prevista per il 23 maggio non si farà. Le sue sono parole di giustizia, riparazione, perdono e speranza
“Il riprovevole atto di violenza commesso sul vescovo è inaccettabile e deve essere fermato”: questa la dichiarazione del presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, sull’agguato contro monsignor Christian Carlassare, vescovo eletto di Rumbek, ferito alle gambe da due uomini armati.
Dopo il naufragio e la morte di 130 persone la settimana scorsa e le parole di Papa Francesco che lo ha definito "momento della vergogna", parla al Sir monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma e presidente della Fondazione Migrantes
La scorsa notte, trenta minuti dopo la mezzanotte, due persone armate hanno fatto irruzione nella casa di mons. Christian Carlassare, missionario comboniano e nuovo vescovo di Rumbek in Sud Sudan, e gli hanno sparato alle gambe.