Sono arrivati a Fiumicino in questi ultimi due giorni 400 profughi ucraini accolti nello spazio predisposto dal governo polacco alla Fiera di Varsavia, con 10.000 posti letto. I due voli umanitari sono stati organizzati da Caritas italiana, in collaborazione con Open arms e Solidaire. Ora sono in 20 diocesi italiane
Nuove norme per l'accoglienza dei profughi ucraini in Italia. Finora ne sono arrivati quasi 50.000, soprattutto donne e bambini. Il Viminale ha ampliato la rete dei servizi di accoglienza ma la maggior parte sono ancora ospitati da parenti e amici. In caso di flussi maggiori le organizzazioni del terzo settore chiedono "procedure chiare e definite, un’accoglienza diffusa nei territori, protocolli per tutelare i minori non accompagnati e monitorare le famiglie se riceveranno fondi per ospitare i profughi". Intervista a Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum del Terzo settore.
Si è conclusa oggi in Polonia la missione di cinque giorni che ha portato in Romania, Moldavia e Polonia, ai confini con l’Ucraina, una delegazione di Caritas italiana, per verificare la situazione dei profughi ucraini e dare supporto e sostegno alle rispettive Caritas locali. Oltre all'intenzione di effettuare due o tre voli umanitari sono stati già destinati 100.000 euro a Caritas Moldavia. Intanto in Italia le diocesi hanno accolto finora 1500 persone su un totale di 7.000 disponibilità.
Prosegue il viaggio della delegazione di Caritas italiana guidata da don Marco Pagniello al confine con l’Ucraina, in Romania, Moldavia e Polonia, per manifestare la solidarietà della Chiesa che è in Italia.
A Siret, in Romania, alla frontiera con l'Ucraina, gli operatori di Save the children accolgono i bambini in fuga mettendo a disposizione uno spazio dove giocare e rilassarsi. Una testimonianza dal campo. Tra le varie realtà, in Polonia l'associazione Fundacja Happy kids continua ad evacuare giornalmente centinaia di bambini che erano accolti nei centri ucraini: 100.000 in 600 istituti, molti sono orfani o lasciati dai genitori che non possono mantenerli. In Italia si sta muovendo l'associazione M'aMa-Dalla parte dei bambini
“Tutte le parti devono garantire che il passaggio sia organizzato in modo effettivamente sicuro”. Così Carlotta Sami, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unchr) commenta al Sir la tregua momentanea concessa dalla Russia in Ucraina per l’apertura di sei corridoi umanitari, indirizzati solo verso la Russia e la Bielorussia. Il governo di Kiev però li rifiuta, considerando la proposta “completamente immorale”.
“A Kiev e Kharkiv anche i vescovi fanno i volontari e distribuiscono cibo alla popolazione: proseguiamo tutte le attività lavorando dai rifugi anti-aerei e cercando luoghi sicuri, nonostante a Kharkiv anche la curia e gli uffici della Caritas siano dati distrutti da un razzo”.
Stanno aumentando negli ultimi mesi le vittime civili del conflitto nello Yemen, che da 7 anni oppone le milizie Houthi filoiraniane alla Coalizione governativa guidata dall'Arabia Saudita. I contendenti di entrambe le parti non risparmiano bambini, scuole, ospedali, mercati, prigioni. Un Paese al collasso, dove è in corso la più grave crisi umanitaria al mondo, con 20 milioni di persone che hanno bisogno di aiuti e 4 milioni di sfollati. A marzo si rischia che 8 milioni di persone rimangano senza cibo perché non è stato deciso il rifinanziamento degli aiuti internazionali