Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Perché si protesta in Cile? Barlocci (Università Cattolica del Norte), “il 90% della popolazione non arriva a fine mese”

"Una parte della società, l’1% del Paese, vive in un'isola di pace perché ha nelle mani gran parte della ricchezza prodotta. Noi siamo 17 milioni e mezzo di abitanti ma 11 milioni sono indebitati e più di 4 milioni e mezzo sono morosi e non sanno come pagare i loro debiti. Il successo cileno era solo una favola ed ha eroso il terreno della solidarietà sociale". Queste le ragioni delle violente manifestazioni in Cile rivelate al Sir dal giornalista e docente Alberto Barlocci, che vive a La Serena, una delle città dove è in vigore il coprifuoco

Maltempo: in Piemonte fiumi di fango, danni alle coltivazioni e allagamenti. Le testimonianze da Gavi e Acqui

È di due morti e di circa un centinaio di sfollati il bilancio del maltempo che ha colpito il Nord Italia. Frane, allagamenti, danni alle coltivazioni per milioni di euro. Il Piemonte ha chiesto lo stato d'emergenza. In azione le squadre della Protezione civile e della Croce rossa. Per ora la situazione è sotto controllo, ma si è in allerta per ulteriori piogge previste per giovedì. Al Sir le testimonianze di alcune religiose residenti a Gavi, piccolo paese in provincia di Alessandria, e del vescovo di Acqui, in Piemonte

Haiti brucia nell’indifferenza del mondo. Cadorin (Caritas): “Siamo chiusi in casa, situazione rischia di precipitare”

Da oltre cinque settimane sono in corso violente proteste ad Haiti, con 19 morti e oltre 200 feriti. I manifestanti chiedono le dimissioni del presidente Jovenel Moïse, che non sembra intenzionato a lasciare il potere. L'insicurezza è altissima, manca il carburante e i generi alimentari lontano dalla capitale cominciano a scarseggiare. Durante le manifestazioni gli operatori umanitari lavorano da casa, ma i progetti subiscono rallentamenti. Parla al Sir da Port-au-Prince Alessandro Cadorin, operatore di Caritas italiana ad Haiti

Grecia, incendio nell’isola di Samos. Contenta (Msf): “600 persone evacuate e aiutate da società civile. Nessun morto”

A due settimane dall’incendio al campo di Moria a Lesbo, un altro rogo si è sviluppato questa notte al campo di Vathy sull’isola di Samos. Al momento non è stata registrata alcuna vittima. Le équipe di Medici senza frontiere (Msf) a Samos, attive dal 2015, riportano la distruzione di una serie di containers e tende. Circa 600 persone rimaste senza un rifugio hanno trovato una sistemazione in alcuni edifici dell’isola grazie all’aiuto di alcune Ong locali. L'intervista del Sir ad Andrea Contenta, operatore umanitario di Msf che segue i progetti a Samos

Sinodo per l’Amazzonia: Maria Soave Buscemi (biblista), “un urlo mistico-politico” e nuove figure ministeriali riconosciute dalla Chiesa

Biblista, donna e laica, cammina a fianco dei popoli indigeni dell’Amazzonia, delle donne, del creato. Parla al Sir Maria Soave Buscemi, milanese, missionaria laica fidei donum della diocesi di Novara, che vive in Brasile da 32 anni, naturalizzata brasiliana. Viaggia molto, anche per formare i nuovi missionari italiani (preti, suore e laici) pronti a partire per l'America Latina.

Fidei donum: sono 400 i missionari italiani inviati dalle diocesi. Don Brignoli, “calo vertiginoso ma ancora attuali”

Sono 400 i sacerdoti italiani fidei donum, ossia inviati dalle diocesi a fare una esperienza di missione ad gentes. Un numero in drastico calo rispetto ai picchi degli anni '90, quando erano oltre 1300. Gran parte è dovuto alla crisi delle vocazioni. Sono soprattutto le diocesi del nord Italia ad inviare sacerdoti - Milano, Bergamo, Brescia, Padova - ma anche Roma ha una trentina di fidei donum sparsi nel mondo. Le principali mete restano l'America Latina e l'Africa ma ce ne sono anche in Asia e Oceania. A fianco a loro negli ultimi anni ci sono laici e famiglie, mentre 810 sacerdoti stranieri sono venuti a fare i fidei donum a tempo pieno in Italia. Parla al Sir don Alberto Brignoli, fidei donum in Bolivia per nove anni.

Le religiose anti-tratta dal Papa. “Le persone non devono essere né comprate, né vendute”

Papa Francesco ha incontrato in udienza privata le 86 delegate, provenienti da 48 Paesi, della rete delle religiose contro la tratta "Talitha kum". Sono in questi giorni a Roma per l'assemblea generale in occasione dei dieci anni dalla nascita di questo grande network presente in 92 Paesi, con 44 reti nazionali nei cinque continenti. Dieci suore sono state premiate per il loro impegno: da Nigeria, Italia, Thailandia, Perù, Canada, Stati Uniti, Australia, Filippine, India. Tutte unite e determinate nella lotta a tutte le forme di schiavitù del XXI secolo, fenomeno che coinvolge nel mondo almeno 40 milioni di persone, di cui il 70% donne e bambini