"Munting tahanan", che nella lingua delle Filippine significa "piccola casa", è dal 1996 uno dei primi asili nido interculturali della capitale. Accoglie 40 bimbi da 0 a 3 anni di diverse nazionalità ma rischia di chiudere perché il 31 maggio scade il contratto stipulato con il Comune di Roma. Nel frattempo non sono usciti altri bandi ed educatrici e famiglie stanno lanciando un SOS per salvarlo. Dopo una prima richiesta a gennaio rimasta senza risposta, in questi giorni è stata inviata una nuova lettera all'assessorato competente per chiedere almeno una proroga fino al 31 luglio. Anche altri asili nido della capitale si trovano nella stessa situazione, e stanno pensando di unire le forze per affrontare l’emergenza
Sono stati sgomberati dall'amministrazione comunale di Giugliano senza che sia stata offerta loro una soluzione abitativa alternativa. "Dopo Torre Maura e Casal Bruciato è un altro focolaio d'odio contro i rom". La denuncia dell'Associazione 21 luglio e di padre Alex Zanotelli: "Stiamo trattando questa gente peggio degli animali, è molto peggio delle baraccopoli africane. Non possiamo assolutamente accettarlo". Appello alle istituzioni locali e nazionali
Il Santo Padre ha accolto una folta rappresentanza del popolo Rom e Sinti, ascoltando la testimonianza dello “zingaro diventato prete” e di tre mamme, che denunciano: "Profonda preoccupazione per crescente violenza verso le nostre comunità". Il Papa: “Cittadini di seconda classe quelli che scartano la gente”
Dopo gli attentati di Pasqua in Sri Lanka è probabile che la settimana prossima si potranno di nuovo celebrare le messe nelle chiese, mentre le scuole cattoliche sono ancora chiuse. La comunità cattolica sta cominciando a curare le ferite ma serpeggia la paura. Nell’arcidiocesi di Colombo è stato istituito un servizio che seguirà le famiglie delle vittime e delle persone ferite, con centinaia di sacerdoti, suore e volontari coinvolti. Nelle diocesi di Colombo, Batticaloa, Kurunegala, Kandy, Mannar e Jaffna sono stati convocati con urgenza meeting interreligiosi per prevenire possibili violenze. Ce ne parla Beppe Pedron, operatore di Caritas italiana che vive da 13 anni a Negombo con la famiglia
E' rientrato questa mattina nello Sri Lanka, dove vive da anni con la famiglia, Beppe Pedron, referente di Caritas italiana per l'Asia meridionale. Ha trovato un Paese ferito e impaurito e una comunità cattolica "sotto choc" ma solida. In questi giorni si stanno celebrando i funerali. Giovedì ci sarà una riunione tra realtà cattoliche, tra cui Caritas Sri Lanka, per organizzare il sostegno psicologico ai familiari delle vittime. Il cardinale Ranjith si chiede perché, se c'era stato un preallarme, non siano stati informati
700 donne, uomini e bambini, tra cui 150 piccoli da 0 a 7 anni. Sono intrappolati vicino alla zona del vecchio aeroporto, dove infuriano gli scontri. E' il centro di detenzione governativo di Qasr Bin Ghasheer, "la situazione più critica: prima le persone erano distribuite in tre edifici ora a causa degli scontri sono stati spostati tutti in un capannone. C’è promiscuità, condizioni igieniche scarse, non ricevono cibo da una settimana e rischiano la vita”. A parlare è Bruno Neri, responsabile dei progetti di Terre des hommes in Libia.
Per cercare i modi di contrastare la tratta di persone e fare rete tra tutte le realtà ecclesiali che lavorano su questi temi si è svolta in questi giorni a Sacrofano la Conferenza internazionale sulla tratta di persone, organizzata dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. Oggi, a conclusione dell'incontro, sono stati ricevuti in udienza da Papa Francesco
E' il numero più basso in almeno un decennio: sono state 690 nel 2018, il 31% in meno rispetto alle 993 dell’anno precedente. Alla fine del 2018 142 Stati avevano abolito la pena di morte per legge o nella prassi. Di questi, 106 erano abolizionisti totali. I primi cinque Stati per numero di esecuzioni sono stati invece: Cina (migliaia), Iran (almeno 253, anche se sono diminuite del 50%), Arabia Saudita (149), Vietnam (85) e Iraq (almeno 52). E ancora più di 19.000 persone sono detenute nei bracci della morte. Sono i dati contenuti nel rapporto globale sulla pena di morte di Amnesty International
“Negli ultimi anni c’è stata una graduale contrazione numerica della presenza dei rom dovuta al ritorno in patria volontario di numerose famiglie o a causa del mutato clima politico” e un aumento degli sgomberi forzati: sono stati 195 nel 2018 (di cui 40 a Roma) e già 20 nei primi tre mesi del 2019 solo a Roma: è quanto emerge dal rapporto “I margini del margine” curato dall’Associazione 21 luglio e presentato al Senato e alla Camera dei deputati insieme ad Amnesty international, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dei rom