Redazione

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Don Paolo Doni è tornato alla casa del Padre

Proprio nelle ore in cui la Chiesa si chiude nel silenzio, dopo i riti del Venerdì santo che hanno fatto memoria della crocifissione e morte di Cristo, don Paolo Doni concludeva il suo pellegrinaggio terreno. Il lutto della Chiesa di Padova che aveva servito in numerosi incarichi, tra cui quello di vicario generale. Sempre con grande umanità, competenza, grande intelligenza e sensibilità. Le esequie si terranno giovedì 13 aprile.

Il grande silenzio del Sabato Santo

Il silenzio di Gesù oggi ci invita ad avere sempre un cuore di carne che fa vedere che è possibile amare secondo Dio. Ci chiede di chinarci sempre verso tutti, per lavare i piedi di chi ha bisogno, anche sporcandoci le mani, soprattutto dove è annientata la vita. Ci stimola ad operare evangelicamente dove le trasformazioni sociali non sempre mettono al centro la persona nella sua totalità concreta, soprattutto perché vengono garantite le risorse per chi ha già tanto, a scapito dei più poveri che non possono neanche mangiare o usufruire delle cure sanitarie nel tempo opportuno. Gesù con il silenzio del Sabato santo si consegna ai credenti, perché tutti coloro che sono ancora in ricerca, possano incontrare delle persone che amano la giustizia, la pace, la gioia attraverso la testimonianza di chi, come Gesù, parla oggi con il linguaggio dell’amore

Sabato Santo: il silenzio assordante di un grido di speranza

La vera gioia non può essere pagata dalla pena passata. Altro è il Silenzio dei credenti, altro è il nostro Silenzio. Altro il Silenzio della Madre, altro il Silenzio del Padre, altro il Silenzio del Figlio. Altro il Silenzio degli innocenti e dei penitenti. Delle sorelle e dei fratelli. Dei vecchi e dei bambini. Di quelli che tra loro, in ogni parte del mondo, azzerano i confini, distruggono le guerre, cancellano la parola “nemico” e si chiamano amici. Esso nasconde l’ascolto di un grido

Italia, la popolazione cala ancora e nel 2022 toccato il minimo delle nascite. Aumentano gli stranieri

I dati Istat. Natalità al minimo storico, mortalità ancora elevata: meno di 7 neonati e più di 12 decessi per 1.000 abitanti. Dopo la pandemia, tornano a crescere i movimenti migratori interni. Gli stranieri al 1° gennaio 2023 sono 5 milioni e 50 mila unità, in aumento di 20 mila individui: l’incidenza sulla popolazione totale è dell’8,6%. Speranza di vita in crescita per gli uomini, stabile per le donne; una persona su 4 ha almeno 65 anni