Redazione

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Ucraina: per la prima volta il Natale celebrato dal metropolita Epifanio nella cattedrale della Dormizione di Kyiv Pechersk Lavra

L’Ucraina celebra quest’anno il Natale con un evento storico: il metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina Epifanio, capo della Chiesa ortodossa ucraina autocefala (riconosciuta dal Patriarcato di Costantinopoli, Ocu), ha presieduto la funzione natalizia nella cattedrale della Dormizione, nel complesso millenario di Kyiv Pechersk Lavra, noto anche come il Monastero delle Grotte, utilizzata per decenni dalla Chiesa ortodossa legata al Patriarcato di Mosca. Secondo alcune stime, circa tremila persone sono venute a pregare la mattina di Natale. Tra loro non ci sono solo laici, ma anche molti militari.

Iran: appello contro le condanne a morte. Noury (Amnesty Italia): “Il miglioramento della situazione dipenderà dalle Nazioni Unite”

Se il mondo si fosse girato dall’altra parte sarebbe stata una carneficina, come in passato. E invece no. Non solo il mondo ha guardato ma è sceso in piazza o nella rete. È quello che ha permesso di non peggiorare la situazione in Iran, secondo Riccardo Noury, portavoce Amnesty international Italia. L’organizzazione umanitaria ha lanciato da subito un appello per fermare le condanne a morte contro almeno 28 persone, accusate in relazione alle proteste in corso dallo scorso settembre

30 anni di Casa Sant’Andrea. Don Toffanello: «Quanto ho imparato dai ragazzi»

Il primo direttore: don Daniele Prosdocimo. Il primo padre spirituale: don Giuseppe Toffanello. Così iniziava trent’anni fa, alla Mandria, l’avventura di Casa Sant’Andrea, ora a Rubano in via Rossi 2. Se a don Daniele Prosdocimo sono succeduti come direttori don Giuliano Zatti, don Giorgio Bozza, don Silvano Trincanato e da qualche mese don Mattia Francescon, don Giuseppe Toffanello è rimasto padre spirituale fino a pochi mesi fa, con l’arrivo di don Giovanni Molon e di don Paolo Zaramella.

Benedetto XVI: vescovi Giappone, “attento all’allontanamento dalla fede cattolica dei Paesi occidentali”

In due messaggi pubblicati sul sito ufficiale della Conferenza episcopale giapponese e su quello dell’arcidiocesi di Tokyo, l’arcivescovo presidente dei vescovi nipponici, Tarcisio Isao Kikuchi, ha espresso il suo personale cordoglio e quello dell’intera comunità cattolica del Sol Levante per la scomparsa del Papa emerito Benedetto XVI: “Lo ringraziamo – ha scritto il presule – per i suoi molti anni di servizio alla Chiesa e per la sua guida pastorale e preghiamo per il suo riposo eterno alla presenza del Padre”.

Il dono di Benedetto XVI: la grazia che è Gesù Cristo, vissuta nella compagnia della Chiesa

Joseph Ratzinger è un autentico cattolico bavarese: capace di cogliere e di far cogliere il vero senso della vita (le pagine sulla Baviera del volume La mia vita sono a tratti vera poesia). Il suo segreto è che lo affronta come compito. Amante della persona in quanto partecipa della vita del popolo per il quale è naturale spendersi senza riserve, Ratzinger pratica quotidianamente un tenace dono di sé, sempre invisibile. L’ascesi, l’etica e il governo non sono mai per lui dei fini, ma dei mezzi: il fine è il benessere della persona e della comunità. Potremmo dire, medievalmente, la “convenienza” dell’io e del noi con una vita pienamente realizzata.

Benedetto XVI: Rogito, “la sua memoria rimane nel cuore della Chiesa e dell’intera umanità”

“Nella luce di Cristo risorto dai morti, il 31 dicembre dell’anno del Signore 2022, alle 9,34 del mattino, mentre terminava l’anno ed eravamo pronti a cantare il Te Deum per i molteplici benefici concessi dal Signore, l’amato Pastore emerito della Chiesa, Benedetto XVI, è passato da questo mondo al Padre. Tutta la Chiesa insieme col Santo Padre Francesco in preghiera ha accompagnato il suo transito. Benedetto XVI è stato il 265° Papa. La sua memoria rimane nel cuore della Chiesa e dell’intera umanità”. 

Quando Dio semina il fuoco nel cuore del mondo. Balthasar e Ratzinger, o la fedeltà a Dio, all’uomo e al Creato

Una lunga e profonda amicizia legava Hans Urs von Balthasar e Joseph Ratzinger, un’amicizia che trae origine dai maestri comuni dei tempi dei loro studi, da prese di posizione condivise nei decenni successivi al Vaticano II e, soprattutto, da una comune fedeltà a Dio, all’uomo e a tutto il Creato, redento e incendiato dal seme infuocato dell’amore di Dio. Riportiamo il testo della conferenza tenutasi a Basilea il 16 giugno 2018 su invito della Balthasarstiftung e della Johannesgemeinschaft in occasione della celebrazione annuale in memoria di padre Balthasar