Oggi è il D-day, il pozzo da cui si attingono i giorni, l’ora X che appende sui muri di casa calendari di luce. Oggi artificieri più che esperti fanno brillare la bomba di grazia che il Natale ha sepolto dentro il nostro abitato.
Il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa si unisce alle preghiere di tutto il mondo in suffragio dell’anima del Papa Emerito Benedetto XVI, deceduto oggi all’età di 95 anni.
Pubblichiamo di seguito il Messaggio della Presidenza della CEI per la morte del Papa emerito Benedetto XVI. Nel testo vengono riportate anche alcune indicazioni liturgiche.
Il nostro ultimo incontro risale al 6 ottobre 2014, presso il Monastero Mater Ecclesiae: gli ho consegnato i due volumi che raccoglievano i suoi articoli pubblicati su "Communio" e lui ha chiesto informazioni sui redattori che si erano succeduti. Soprattutto, ha insistito, bisogna ritornare alle fondamenta, in particolare alla redenzione e alla giustificazione. Ha concluso il nostro incontro, dopo circa mezz’ora, dicendomi: “Lavori, lavori, io prego per lei!”
Dai rappresentanti delle istituzioni europee e dai politici Ue arrivano messaggi di cordoglio per la morte del Papa emerito Benedetto XVI. “La scomparsa di Papa Benedetto mi rattrista. La mia solidarietà va a tutti i cattolici. Con le sue dimissioni aveva dato un segnale forte. Si è visto prima come un servitore di Dio e della sua Chiesa. Una volta che la sua forza fisica è diminuita, ha continuato a servire attraverso il potere delle sue preghiere”.
“Benedetto XVI è stato un gigante della fede e della ragione. Un uomo innamorato del Signore che ha messo la sua vita al servizio della Chiesa universale e ha parlato, e continuerà a parlare, al cuore e alla mente degli uomini con la profondità spirituale, culturale e intellettuale del suo Magistero. Un cristiano, un pastore, un teologo: un grande della storia che la storia non dimenticherà”.
Un Papa che ha parlato (e vissuto) di amicizia con Dio e gli uomini, dunque un Papa inutile per il mondo, che tollera la Chiesa solo se si guadagna da vivere con un fare spesso suppletivo delle inadempienze della politica e della società, e consistente in minestre ai poveri e assistenza sociologica spicciola. Un Papa che parlava di cose inutili, perché parlava della bellezza del Dio-uomo e del suo amore effuso tramite il Pane che viene dal cielo, mentre al mondo interessa il pane di cui soltanto vuole vivere. Un Papa che ci ha insegnato e mostrato lo splendore del vero culto a Dio, e dunque un Papa che ha mostrato cose inutili, perché gli occhi concupiscenti del mondo la bellezza la cercano sulle nudità di Instagram e nei weekend fuori città, bellezze orizzontali (come gli orizzonti) o anche peggio, pseudo-bellezze artefatte e pornografiche
“L’eredità teologica e il pontificato del grande Papa Benedetto XVI – colmi di un amore infinito per Cristo e la sua Chiesa – costituiscono l’ispirazione per le nuove generazioni dei discepoli di Gesù” e sono “un profondo univoco e vivo commento al deposito della fede apostolica”, ha scritto il presidente dei vescovi polacchi mons. Stanisław Gądecki alla notizia del trapasso alla Casa del Padre del papa emerito, esprimendo a nome di tutta la Chiesa del Paese “una profonda tristezza ma anche una profonda fede nella vita eterna”.
“Gratitudine”. È il sentimento espresso da Papa Francesco, nell’omelia del tradizionale Te Deum di fine anno, in cui ha ricordato la figura del Papa emerito, morto a 95 anni questa mattina nel Monastero Mater Ecclesiae.