Redazione

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P. Matteo La Grua: a dieci anni dalla scomparsa un evento per ricordarlo. Martinez (Rns): “Un gigante della carità”

“Dieci anni fa lasciava questa terra, prossimo all’età di 98 anni, il francescano conventuale palermitano p. Matteo La Grua, tra gli iniziatori del Rinnovamento nello Spirito (Rns) in Italia. Uomo di grande intelligenza e cultura, di solidissima teologia, è stato decano mondiale degli esorcisti, grande evangelizzatore accreditato da Dio con molteplici segni e prodigi nel suo ministero sacerdotale, presidente del Tribunale ecclesiastico di Palermo, formatore e confessore di tanti vescovi”.

Vangelo del 16 gennaio: le nozze di Cana e la nuova alleanza

Gesù dimostra che l’amore del Padre è sempre attivo ed efficace per tutti i suoi figli e che se ognuno di noi è disposto a bere al Suo calice, colmo d’amore per l’umanità, può essere inserito in questa profonda relazione, divenendo, di conseguenza, segno di quell’amore capace di ridonare a tutti la gioia dell’esistenza

Vita Cristiana. Passo dopo passo durante l’anno

Si apre un nuovo anno. Forse lo percorreremo con le luci e le ombre, con le gioie e le sofferenze, a volte in compagnia e a volte da soli. L’importante è che ognuno abbia chiara la meta da raggiungere, che non è il 31 dicembre, ma il seguire il Signore. Vivendo senza sconti il Vangelo nel quotidiano, ci impegniamo ad annunciare a tutti non la nostra superiorità, ma il dono gratuito di sé, della propria vita, come Gesù. Oggi dilaga il solipsismo: sembra che tutti corriamo insieme, ma di fatto ognuno porta acqua al proprio mulino, senza una motivazione profonda o senza verificare la fonte della sorgente. Anche noi credenti stiamo rischiando di cavalcare la logica dei tuttologi: ci manca forse un punto di appoggio! Dove abbiamo collocato il Signore nella nostra vita? Che cosa dice il Vangelo al nostro modo di vivere?

Violenze di capodanno. Pollo (antropologo): “Sono anni che non sento più parlare di politiche giovanili”

Serve uno scossone forte, perché gli episodi di violenza pare non bastino. La società si dice scioccata per le aggressioni che alcune ragazze hanno subito in piazza Duomo da parte di un gruppo di coetanei. Eppure fatti di questo genere sono il risultato di un’assenza di politiche giovanili che sappiano cogliere i segnali e intervenire per colmare i disagi. Ne è convinto Mario Pollo, antropologo dell’educazione, già docente di sociologia e pedagogia all’Università Lumsa di Roma, che al Sir spiega come sia ora per la società italiana di fare i conti con le lacune e rimettere mano ai processi educativi finora da bocciare.