Redazione

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Annunciazione del Signore. Tra nove mesi è Natale

Di solito le date delle celebrazioni liturgiche attingono a due fonti possibili: o a festività precedenti al Cristianesimo, che vengono sostituite in chiave apologetica dal nuovo e autentico culto, oppure, nel caso dei Santi, a eventi decisivi della vita queste persone – in particolare il più decisivo di tutti, e cioè la morte. La data odierna deriva invece dal calcolo più ovvio, naturale, banale: posto che Gesù sia nato il 25 dicembre, nove mesi prima della sua nascita è il 25 marzo. Nove mesi occorrono a un bambino per formarsi nel grembo materno, e quindi oggi iniziamo il conto: tra nove mesi è Natale. Lo stupore divertito di considerazioni analoghe in tempi precedenti (“Oh, pensa, tra nove mesi è Natale!”) ha lasciato il posto alla paura di vedere una Pasqua, un’estate, un (ipotetico) riavvio del tempo della scuola e del lavoro e, ovviamente, il Natale ingoiati dal baratro di una pandemia invincibile, che come il cattivo di Star Wars ritorna in forme sempre più maligne quando ormai sembrava fosse stato sconfitto per sempre

“Confessarsi” in tempo di pandemia. Approfondimento sulla “terza forma” del sacramento della penitenza

Approfondimento sulla "terza forma" del sacramento della penitenza, prassi introdotta durante la pandemia di Covid-19 e sulla quale la Facoltà teologica del Triveneto ha avviato un percorso di ricerca assieme all’Istituto di Liturgia pastorale di Santa Giustina e alla Facoltà di Diritto canonico San Pio X. Intervento di mons. Giulio Viviani, docente di Liturgia a Trento.