Un anno di pandemia ha interpellato in profondità le nostre Chiese locali, su più fronti. Dopo un primo periodo di disorientamento, proprio nella Quaresima e per la Pasqua del 2020, le nostre comunità si sono tirate su le maniche e si sono rimesse al lavoro, con modalità nuove e con il desiderio - quello di sempre - di stare accanto alle persone, per condividere i problemi e trovare soluzioni dentro le comunità locali. La vicinanza spirituale, anche quando le celebrazioni liturgiche erano impossibili; la preghiera a distanza e attraverso i media; i tanti aiuti materiali messi in campo dalle Caritas locali e nazionale, specie nei momenti in cui tardavano i ristori e i bonus dello Stato. Tutto questo abbiamo provato a raccontare quest’anno, attraverso strumenti di comunicazione vecchi e nuovi.
Nel mondo 4,2 miliardi non dispongono di servizi igienici sicuri. Chiesara (WeWorld): “Da anni lavoriamo nei paesi colpiti dalla guerra per garantire a tutti accesso all’acqua. In Siria riabilitato reti idriche e ricostruito servizi igienico-sanitari delle scuole”
Il presidente del Consiglio nazionale dei geologi: ““Sebbene l’Italia sia un territorio potenzialmente ricco d'acqua, la sua disponibilità non coincide con l’effettivo uso da parte della popolazione a causa della natura irregolare dei deflussi e delle carenze del sistema infrastrutturale”
Sfogliando le pagine del nostro settimanale andato in stampa lo scorso anno ci immergiamo in un film che non avevamo visto. Una storia che ci ha fatti narratori ma anche co-protagonisti di eventi inaspettati, tragici, che hanno bloccato e rischiano ancora di bloccare il nostro futuro. Raccontando la cronaca della pandemia, abbiamo scritto pagine di storie, fatte di volti, di insuccessi, di atti di eroismo e solidarietà. Fotogrammi e scatti tra speranza e smarrimento, potrebbe essere il titolo di un viaggio a ritroso, di soli dodici mesi, che ha toccato anche la nostra terra, con quel provvidenziale ritardo che forse è stato, almeno all’inizio, il pungolo della prudenza per i cittadini, per la presa di coscienza che stava accadendo qualcosa di grave nel mondo, anche nella nostra Italia. Poi, anche qui, lo tsnunami, preceduto dalla chiusura forzata che ci ha in parte tutelati non solo dal virus, ma anche da dover ricorrere da una sanità gravemente malata, a strutture istituzionali corrose dal malaffare, dall’inefficienza e dal fatalismo.
Sono i lavoratori meno visibili della multinazionale: arruolati dalle agenzia di somministrazione, con contratti brevi. Devono sottostare “a un'organizzazione del lavoro inaccettabile”, denuncia UilTemp
"Francesco pellegrino della pace nella terra di Abramo". È questo il titolo dell’incontro tenutosi a Padova a conclusione della rassegna on line di Interreligious 2021 dedicata al tema “Prendersi cura di sé, degli altri, del mondo. Le religioni di fronte alla sfida ambientale e sociale”, promosso dal Centro universitario di Via Zabarella, Centro Servizi del Volontariato di Padova con la Scuola del Legame sociale.
La Procura regionale presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per il Veneto, con la collaborazione del Comando provinciale della Guardia di finanza di Venezia, ha ottenuto dalla locale Sezione giurisdizionale il pignoramento di beni e disponibilità per un ammontare di oltre 1,2 milioni di euro – tra denaro liquido, quote societarie, crediti presso terzi e quote di pensione – nei confronti di un ex presidente del Consorzio Venezia nuova, condannato per il danno erariale arrecato al Provveditorato interregionale delle opere pubbliche per il Triveneto connesso al sistema di tangenti erogate a 8 pubblici ufficiali implicati.
Il report di sorveglianza su 833 strutture registra un calo sia dell'incidenza della malattia fra i residenti e gli operatori, sia nel numero di residenti isolati, sia, anche se in misura ancora minore, nei decessi
Nella Giornata mondiale dell'acqua che cade il 22 marzo, va ricordata una battaglia vinta dai cittadini con la nuova Direttiva Europea sulle acque destinate al consumo umano, una battaglia che ha visto anche la mobilitazione delle "Mamme no Pfas" che dalle tre province contaminate del Veneto si sono presentate al Parlamento europeo a chiedere di abbassare i limiti delle sostanze. Richiesta soddisfatta solo in parte ma accolta dalla Regione Veneto.