Redazione

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Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. Il messaggio di Ucsi Veneto

Care colleghe e cari colleghi,anche in queste settimane di lockdown il consiglio regionale dell’Ucsi ha continuato, seppure a rilento e con tutti i limiti imposti dalla situazione, a lavorare. E, come ci eravamo ripromessi all’inizio del nostro mandato, vogliamo continuare a tenervi informati sulle iniziative, riflessioni, attività che stiamo mettendo in campo da qui ai prossimi mesi.

Riapertura delle strutture e inizio delle attività. Il decreto del Vescovo Claudio Cipolla per la Diocesi di Padova

Dopo il decreto che offriva le indicazioni diocesane per la ripresa delle celebrazioni delle messe con la partecipazione dei fedeli, il vescovo Claudio Cipolla ha firmato oggi, martedì 19 maggio, il decreto con le disposizioni (indicazioni e tempi) per la riapertura di strutture e il riavvio di alcune attività.

Di seguito il testo completo del decreto prot. SV 279/2020 (per agevolare la lettura sono state evidenziate in grassetto date e ambiti, ndr)

“Dai contrasti all’armonia. Uno sguardo sugli orizzonti della giustizia riparativa”. Prossimo incontro su Zoom, Mercoledì 27 Maggio ore 18.30

Nonostante il tempo di pandemia che ha impedito lo svolgersi del calendario di incontri secondo le consuete modalità di ritrovo dei Soci, l’UCID Sezione di Padova riparte con le sue iniziative aperte appunto, oltre che ai Soci, anche ai simpatizzanti che seguono con interesse le attività proposte. Il prossimo appuntamento si svolgerà quindi utilizzando le nuove modalità comunicative imposte dal distanziamento sociale, vale a dire attraverso le piattaforme digitali che hanno comunque consentito, in questi lunghi mesi, di mantenere le relazioni sociali.

Libertà educativa. Piena cittadinanza alle scuole paritarie

La scuola paritaria non vuole privilegi, ma che le sia riconosciuto l’importante servizio pubblico che offre e che ruota attorno a un’utenza complessiva di circa un milione di persone, se ai 900 mila allievi aggiungiamo i 100 mila dipendenti, ripartiti su 12 mila scuole. A minarne la sopravvivenza, più che il Covid-19, è una sorta di discriminazione culturale, che impedisce di riconoscere loro piena cittadinanza. Ne porta traccia un vocabolario che ancora le considera “private”, scuole di classe, diplomifici per asini d’oro. Questo pregiudizio ideologico segna un primato, un’eccezione nazionale, che non si riscontra più nemmeno nella laica Europa, dove il muro è caduto e il valore culturale costituito dalle paritarie è riconosciuto e apprezzato