Redazione

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La psicologia in oncologia. Il tempo dell’attesa va riempito di senso

Il tempo dell’attesa nell’oncologia: l’attesa di una diagnosi, l’attesa della comunicazione ai familiari, l’attesa di una prognosi infausta, l’attesa della terapia, l’attesa del medico con cui parlare per conoscere la propria malattia e i suoi possibili esiti; l’attesa dello psicologo con cui affrontare insieme un percorso di elaborazione e di senso nel momento forse più critico della propria esistenza. Se ne è parlato in occasione della terza Giornata nazionale della psico-oncologia, nei due appuntamenti organizzati nei giorni scorsi a Padova e a Verona dalla Sipo (Società italiana di psico-oncologia) del Veneto e del Trentino Alto Adige in collaborazione con l’Ordine degli psicologi del Veneto e delle province di Trento e di Bolzano.

Maturità: al via il nuovo modello

Maturità, si cambia ancora. Già, perché l’esame di Stato, conclusivo del percorso scolastico, a ben vedere è sempre in trasformazione. Bene o male, ogni qualche anno c’è da aggiornare la normativa. E il nuovo ministero evidentemente ha deciso di cominciare da qui per battere un colpo.

Nota pastorale. Le comunità e le coppie verso il matrimonio

“Sposarsi nel Signore. Comunità e coppie verso l’amore nuziale” è la terza Nota pastorale che la nostra diocesi consegna alle comunità cristiane attraverso l’Ufficio per la pastorale della famiglia. Essa raccoglie soprattutto la riflessione della Chiesa nei due Sinodi dei vescovi sulla famiglia accolta e letta con uno sguardo attento al contesto attuale, così diverso da quello di pochi anni fa.

“Fobia scolastica” o “rifiuto ansioso della scuola”: un disagio generico che però spesso richiede un approfondimento

Fobia scolastica. Spesso avviene repentinamente e senza apparente causa. Il ragazzo non vuole uscire dal letto al mattino, accusa dolore addominale, o mal di testa, magari ha trascorso la notte insonne. A prima vista sembrerebbe un malessere passeggero, cose che rientrano nei piccoli imprevisti della quotidianità. Ma poi l’episodio si ripete e diventa frequente, magari accade anche che sia la scuola a telefonare per avvertire i genitore che il ragazzo si è sentito male.