La festa del 25 aprile non può che essere di tutta la Repubblica, consapevole delle sue origini e dei suoi traguardi, ed è precisa responsabilità dei governi proporla come tale. Celebra la libertà, come base su cui sviluppare democrazia, giustizia sociale e sviluppo: il circuito virtuoso che ha permesso all’Italia di crescere e che oggi sembra essersi inceppato. Guardando alla sostanza culturale e morale, dunque politica, del 25 aprile, la priorità è riattivarlo.
La storia dell’Azione cattolica italiana è intrecciata in modo stretto con quella del nostro Paese. Del resto lo dice l’anagrafe: l’unità d’Italia è datata 1861, i primi vagiti dell’Ac risalgono, grazie alla “Società della gioventù cattolica italiana” di Mario Fani e Giovanni Acquaderni, al 1867. Ma, in realtà, l’intreccio tra Ac e Italia va molto oltre alla carta d’identità e si snoda attraverso la storia e, soprattutto, si esplicita in volti e nomi di donne e uomini che hanno saputo dare molto alla Chiesa italiana e all’intero Paese
“All’origine delle guerre ci sono spesso abbracci mancati o rifiutati, a cui seguono pregiudizi, incomprensioni e sospetti, fino a vedere nell’altro un nemico”.
Tutorial WeCa in collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Il ruolo delle donne nel conseguimento dell'obiettivo primario della sicurezza alimentare: decisivo investire nella loro formazione
L'Istituto ricostruisce la vicenda e riporta i numeri delle accuse che hanno portato all'interruzione del sostegno all'Unrwa da parte di Stati Uniti, Germania e Ue. “Ora faranno marcia indietro?”. L'Italia ancora no
Un evento che incarna l'anima del ciclismo e dell'avventura, il Nova Eroica Prosecco Hills, ritorna in scena per la terza edizione sabato e domenica, attirando oltre 1300 partecipanti da varie regioni d'Italia.
Papa Francesco ha dedicato l'udienza di oggi alle tre virtù teologali: fede, speranza e carità. Alla fine, un ennesimo appello per la pace e l'auspicio, per Israele e Palestina, della soluzione dei due Stati
Presentato a Roma il Manifesto frutto della collaborazione tra la campagna “Dalla Parte Giusta della Storia” e diversi amministratori e amministratrici locali, molti appartenenti alle nuove generazioni