Redazione

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Governare l’IA è azione di pace

L'assurdo della guerra, poi, che nell'immediato ci mostra distruzione e vittime di armamenti supportati dall'intelligenza artificiale, fa riflettere ulteriormente: è possibile declinare ogni responsabilità, attribuendola alla macchina, confidando che la stessa sia infallibile e anche attraverso gli errori può apprendere? Tornano in mente le parole che Hal 9000, il freddo calcolatore del film 2001 Odissea nello spazio pronunciava di fronte a chi richiedeva di essere ascoltato: “Le mie responsabilità coprono tutte le operazioni dell'astronave quindi sono perennemente occupato”

Non solo Ucraina, non solo Gaza: la guerra mondiale a pezzi

L’espressione “terza guerra mondiale a pezzi”, coniata nel 2014 da Papa Francesco, riecheggia tra gli analisti dispiegando tutta la sua pregnanza. È innegabile: la nostra è un’epoca di conflitti disseminati eppur collegati in quanto a cause e corresponsabilità, effetti e rischi propagativi. È il lato oscuro di un’interdipendenza fatta di antagonismi locali ma intelligibili più chiaramente a livello globale. Nella trama si inserisce anche la metamorfosi della guerra, ibrida in relazione alle modalità, certo, ma anche rispetto agli attori: non più soltanto statuali, a dispetto dei postulati moderni

A Gorizia, il 31 dicembre, la marcia nazionale per la pace

Si terrà a Gorizia, il 31 dicembre, la 56ª marcia nazionale della pace, organizzata dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, l’Azione Cattolica Italiana, la Caritas Italiana, il Movimento dei Focolari Italia e Pax Christi Italia con l’Arcidiocesi di Gorizia. 

31 dicembre: la festa della Santa Famiglia

Giuseppe e Maria portano Gesù nel deserto per arrivare in Egitto. Anche noi siamo nella via di mezzo di un deserto molto difficile ma è sempre il tramite di qualcosa di nuovo e di un cambiamento. Il 2024 faccia riaffiorare la speranza, i fiori nascono anche sotto le pietre: le lance diventino falci e le spade si trasformino in vomeri. Nulla è male per sempre e la luce affiora anche nelle crepe. La Santa Famiglia ci ispiri sentimenti e propositi per un inizio migliore

Con la speranza nel cuore

Alla fine dell’anno possiamo trovare mille motivi per ringraziare il Signore e portare ovunque la gioia. Pensiamo all’esistenza che ci è stata donata da Dio nella gratuità e ringraziamo il Signore per questo grande dono. Consideriamo per un attimo tutte quelle persone che abbiamo incontrato durante l’anno, con cui abbiamo stabilito delle relazioni. Riviviamo quell’amore dato e ricevuto, la cura che abbiamo sperimentato o donato e chiediamoci: come sarebbe stata la vita di ciascuno se non fossimo mai nati? Facciamo memoria ancora di tutti i momenti in cui abbiamo riallacciato durante l’anno delle relazioni interrotte da diverso tempo e che in questi mesi hanno ripreso vita. Ringraziamo il Signore per tutte le volte in cui ci ha fatto sperimentare la fedeltà ricevuta e donata

La speranza dei cristiani è attesa che si compiano le promesse di Dio

Come tutto il resto dell’umanità, possiamo sperare che il nuovo anno sia migliore e che vada tutto bene, o almeno meglio dell’anno trascorso. Ma davvero vogliamo accontentarci di questo “Spero, anche se in fondo non ci credo”? L’altra possibilità, scartando il pessimismo e la disperazione, è sperare come cristiani, vale a dire attendere in modo vigile e operoso che si compiano le promesse del Signore Gesù, non solo alla fine dei tempi, ma anche nella vita quotidiana, cogliendo le occasioni per dare testimonianza. Che non mancheranno, questo è sicuro

Daniel, la fiducia di un prete, la scommessa della libertà

Nata nel 2000 a Milano in una parrocchia della periferia, su iniziativa di don Claudio Burgio e di alcune famiglie, la comunità Kayros parte come progetto di accoglienza per minori stranieri non accompagnati. Come Daniel, con la sua meravigliosa storia di caduta e riscatto, grazie alla fiducia che qualcuno ha avuto in lui