Nel luglio 1943, pochi giorni dal crollo del regime fascista, una cinquantina di intellettuali cattolici si riunirono nel monastero di Camaldoli, nell'Aretino, per redarre un codice che poi fu alla base della Costituzione italiana. Il presidente della Repubblica, che partecipa alle celebrazioni dell'anniversario dal 21 al 23 luglio, ha scritto questo editoriale per i settimanali delle diocesi italiane.
Il cosiddetto “Codice di Camaldoli” è un documento di grande importanza nella storia del movimento cattolico italiano del Novecento. Esso cominciò a prendere forma, attraverso un’articolata serie di enunciati, nel luglio 1943, in singolare coincidenza con le drammatiche vicende che, dal bombardamento di Roma, portarono alla destituzione di Mussolini. Proprio in quelle giornate dense di storia, nel Cenobio di Camaldoli si svolse una riunione di teologi e di intellettuali cattolici che era stata preparata a lungo nei mesi precedenti, a partire dal celebre richiamo all’azione di Pio XII nel Radiomessaggio del Natale 1942
Nei giorni scorsi è stata data grande attenzione alle difficoltà del cinema Porto Astra, attenzione che si è allargata a un’analisi della situazione dei cinema di Padova, corretta storicamente e puntuale sulle motivazioni della crisi e sulle prospettive future.
Una soluzione condivisa per non lasciare indietro nessuno. Con questo spirito, martedì 18 luglio, a Thiene, si sono incontrati il sindaco Giampi Michelusi, il presidente della Conferenza dei sindaci, Franco Balzi e il presidente della Croce Rossa italiana - Comitato di Thiene, Michele Michelon, per progettare e garantire un efficace trasporto ai cittadini dializzati.
«Tra giochi d’ acqua, laboratorio del gusto e laboratorio d’arte abbiamo potuto discutere dei ragazzi, dei loro bisogni ma soprattutto delle loro grandi abilità».
Le due Agenzie dell'Onu per i rifugiati e per i diritti umani, con i Commissari Grandi e Türk, intervengono sul progetto di legge approvato dal Parlamento UK: "E' incompatibile con gli obblighi internazionali assunti"