Il 6 e 7 maggio torna a Padova “Anime verdi“, il festival di giardini aperti che permette ai visitatori di godere di una città inedita e sorprendente, tra alberi secolari, piante esotiche, prati lussureggianti, siepi, fioriture e architetture che profumano di storia.
“Bisogna tenere alta l’attenzione, perché c’è il rischio che questa situazione finisca nel dimenticatoio, ma la verità è che questa è una guerra civile a tutti gli effetti”. Lo ha detto al Sir p. Giulio Albanese, giornalista e missionario della Congregazione dei missionari comboniani, commentando la situazione in Sudan, dove due eserciti si stanno dando battaglia per il potere
Prosegue il conflitto, soprattutto attorno alla capitale del Paese africano, tra le forze del generale Abdel Burhan, e i paramilitari delle Rapid Support Forces, guidati dal generale Degalo. La gente è chiusa in casa senza cibo. Bomba su una chiesa a Khartoum
Nel 1960, don Giussani sogna di lasciare l’Italia e di partire come missionario in Brasile insieme a un gruppo di ragazzi e ragazze di Gs, convinto com’era che solo il “mondo intero” è l’orizzonte del cristiano e "chi lavora senza questo ideale potrà essere accanitamente onesto, riccamente asceta, magari eroico, ma non cristiano vero". A documentare il grande desiderio di don Giussani è una lettera che il sacerdote di Desio scrive al vescovo di Belo Horizonte. Chissà - viene da chiedersi - che forma avrebbe preso l’esperienza di Gs in Italia, chissà se mai sarebbe nato perfino il movimento di Comunione e Liberazione come lo conosciamo adesso, se don Giussani all’inizio degli anni Sessanta avesse ottenuto il permesso di intraprendere in prima persona l’avventura missionaria che sognava di vivere in America latina.
Un reading di parole e musiche concluderà il progetto ORIENTARSI NELLA TRANSIZIONE. Etica applicata per la vita della città promosso dalla Fondazione Lanza quale contributo per gli 800 anni dalla fondazione dell’Università di Padova
La Giornata mondiale della proprietà intellettuale viene “celebrata” il 26 aprile ed è l’occasione per riflettere in termini di creatività e innovazione, soprattutto all’alba della concorrenza dell’intelligenza artificiale
Perché non sia una stanca e ripetitiva celebrazione questo 1° maggio deve diventare l’occasione per mettere il lavoro al centro delle politiche nazionali; non solo per dare attuazione al primo e fondamentale diritto costituzionale, ma ancor più perché il lavoro è condizione per affrancarsi dalla povertà, per il riscatto culturale e per dare dignità a quanti sono in disparte.