Nel primo giorno in cui è possibile presentare domanda per il sussidio ai Caf, alle Poste o direttamente online per chi è già in possesso dello Spid, la Cei ricorda che "ricerche internazionali confermano che misure di sostegno al reddito non hanno successo se l'ammontare è vicino al reddito che sarebbe percepito lavorando. La misura quindi scoraggia il reinserimento delle persone disoccupate nel mercato del lavoro". A parlare a Palazzo Montecitorio sono stati don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, e Sergio Gatti, vicepresidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani
"Il rapporto tra democrazia e liberalismo è stato tradizionalmente problematico. Abbiamo vissuto tutto il Novecento con una grande guerra civile all’interno dell’Occidente su cosa significasse democrazia. È solo da pochi anni che utilizziamo la parola democrazia al singolare, come se non potesse essere che quella liberale". Parla Alessandro Colombo, docente di Relazioni internazionali all'Università degli Studi di Milano e direttore del Programma "Relazioni transatlantiche" all'Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi). E ancora: "L’Ue è in crisi perché ha mancato una serie di occasioni ed è caduta vittima della peggiore trappola per la politica: l’autoindulgenza"
C’è ancora bisogno della scuola? Come dovrebbe cambiare la scuola attuale? Se ne è parlato il 23 febbraio a Roma con la presenza del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente CEI e del ministro Marco Bussetti, in un seminario promosso dal Centro studi per la scuola cattolica, che compie vent’anni di attività, e dall’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università. Un’occasione per effettuare una ricognizione sulle domande educative rivolte alla scuola (ma non solo) e sul modello possibile di una scuola per il prossimo futuro.
A pochi giorni dall'incontro su "La protezione dei minori nella Chiesa", in programma dal 21 al 24 febbraio in Vaticano, l'Unione internazionale superiore generali e l'Unione superiori generali firmano una Dichiarazione dal titolo "L’abuso di bambini è un male ovunque e in ogni tempo: questo punto non è negoziabile". Per i religiosi, sarà fatto "tutto il possibile per trovare una risposta efficace" lavorando insieme "per creare nuove strutture volte a garantire che i rischi siano ridotti al minimo"
Il rapporto pubblicato dalle organizzazioni partner della Piattaforma del Consiglio d’Europa per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti traccia un quadro preoccupante sulla situazione in Europa. Quanto all'Italia, il documento rileva che la maggior parte degli allarmi registrati nel 2018 sono successivi all'installazione ufficiale del nuovo governo
«L’Ufficio del Revisore generale è l’Autorità Anticorruzione ai sensi della Convenzione di Mérida, in vigore per la Santa Sede e per lo Stato della Città del Vaticano dal 19 ottobre 2016». Il Santo Padre vara i nuovi statuti dell’Ufficio del Revisore Generale in Vaticano, elevandolo a autorità anticorruzione.
"I Paesi europei si trovano adesso più esposti a una minaccia russa rispetto alla quale gli Usa dovrebbero rispondere con un maggiore impegno. E questo è difficile, se si considera quel che Trump pensa della Nato". Parla Stefano Silvestri, consigliere scientifico dello Iai (Istituto affari internazionali): "La corsa al riarmo a medio raggio è improbabile perché dovrebbero farla gli Usa o l’Europa. Ma i primi non sono interessati le armi nucleari terrestri, la seconda è divisa politicamente. Ci saranno reazioni diverse anche nei confronti di eventuali minacce russe. Non c’è solidarietà europea"
Per il Santo Padre, "se la rete è occasione per avvicinarmi a storie ed esperienze di bellezza o di sofferenza fisicamente lontane da me, per pregare insieme e insieme cercare il bene nella riscoperta di ciò che ci unisce, allora è una risorsa". D'altra parte, "la rete che vogliamo" è "una rete non fatta per intrappolare, ma per liberare, per custodire una comunione di persone libere". Attenzione "alla disinformazione e alla distorsione consapevole e mirata dei fatti e delle relazioni interpersonali, che spesso assumono la forma del discredito"
"Ormai tutti urlano, e dunque il farlo non è più efficace. Meglio, a volte, un silenzio eloquente. La cultura dei social porta a una polarizzazione delle opinioni: o mi piace o non mi piace. Non c’è la possibilità di argomentare, di esprimere un giudizio sfumato. E la polarizzazione porta allo scontro. La violenza verbale o visiva prima o poi genera altra violenza, anche fisica". Lo sostiene Adriano Fabris, docente di filosofia morale all'Università di Pisa: "Oggi sta subentrando un rapporto più diretto tra politici ed elettori: quello reso possibile dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e in particolare dai social network. È la rivoluzione della disintermediazione". E aggiunge: "Sembra che si possa fare a meno di qualsiasi intermediario, e pure dei comunicatori come professionisti dell’intermediazione comunicativa, perché il politico è ormai in grado, attraverso un account social, di dire la sua direttamente. In realtà questi intermediari ci sono ancora. Il Papa o il Presidente della Repubblica non possono certo avere il tempo di chattare o di mandare un tweet. E tuttavia l’illusione di un contatto diretto permane"