Architetto di formazione, giornalista di professione. Dal 2016 collaboro con la Difesa del popolo, occupandomi principalmente di tematiche sociali, sanità e legalità. Negli anni ho curato progetti editoriali e di storytelling per enti pubblici e organizzazioni del Terzo settore. Mi sono dedicata anche a uffici stampa, redazione di bilanci sociali, sviluppo dell’identità visiva, gestione dei social media e produzione di contenuti digitali.
Dopo 30 anni di latitanza il boss mafioso Matteo Messina Denaro è stato arrestato dai carabinieri del Ros all'interno della clinica privata La Maddalena di Palermo, dove un anno fa era stato operato e da allora stava facendo delle terapie in day hospital. Nel documento falso esibito ai sanitari c'era scritto il nome di Andrea Bonafede.
Nella graduatoria definitiva di assegnazione dell’Edilizia residenziale pubblica (Erp) dello scorso 30 settembre, nel Comune di Padova sono 1.348 i nuclei inseriti. Solo...
Don Aniello, parroco di Santa Maria della Provvidenza a Scampia, è arrivato martedì 13 nel comune veneziano (noto per aver dato i natali a Felice Maniero, capo della Mala del Brenta) per partecipare agli eventi in ricordo di Cristina Pavesi, la studentessa universitaria di Conegliano Veneto uccisa il 13 dicembre 1990 dalla Mafia del Brenta mentre era sul treno Bologna-Venezia. Incontrando i ragazzi delle scuole secondarie di Campolongo Maggiore don Aniello ha provato a provocarli: «Una parte di loro avrebbe accettato affari con la criminalità per aiutare la famiglia economicamente in difficoltà. Ecco questo è il canale che usano. Fanno credere di aiutare, offrire soldi e lavoro facile ma in realtà distruggono le vite delle persone solo per raggiungere il loro unico fine: il guadagno». Per l'occasione è stato realizzato sul muro di quella che fu la villa di Maniero, oggi bene confiscato alla mafia e sede di associazioni, il dipinto “Un metro quadro di legalità” che raffigura i volti di alcune vittime innocenti di mafie. Ogni anno in occasione del 13 dicembre si aggiungerà un volto per non dimenticare chi ha perso ingiustamente la vita.
Un’aggressione al momento immotivata e gravissima quella avventura intorno alle 11 di questa mattina a Padova all’Istituto oncologico veneto (Iov) che ha avuto come protagonista un uomo di 85 anni che dopo aver finito le sue terapie in uno degli ambulatori dell’Istituto è entrato, autonomamente, nel vicino ambulatorio della dott.ssa che lo aveva in cura e l’ha aggredita con un coltello ferendola alla giugulare per fortuna in maniera non grave.