Rossana Certini

Rossana Certini

collaboratrice

Architetto di formazione, giornalista di professione. Dal 2016 collaboro con la Difesa del popolo, occupandomi principalmente di tematiche sociali, sanità e legalità. Negli anni ho curato progetti editoriali e di storytelling per enti pubblici e organizzazioni del Terzo settore. Mi sono dedicata anche a uffici stampa, redazione di bilanci sociali, sviluppo dell’identità visiva, gestione dei social media e produzione di contenuti digitali.

Nel giorno del ricordo di Cristina Pavese, il messaggio di don Aniello Manganiello ai ragazzi di Campolongo Maggiore

Don Aniello, parroco di Santa Maria della Provvidenza a Scampia, è arrivato martedì 13 nel comune veneziano (noto per aver dato i natali a Felice Maniero, capo della Mala del Brenta) per partecipare agli eventi in ricordo di Cristina Pavesi, la studentessa universitaria di Conegliano Veneto uccisa il 13 dicembre 1990 dalla Mafia del Brenta mentre era sul treno Bologna-Venezia. Incontrando i ragazzi delle scuole secondarie di Campolongo Maggiore don Aniello ha provato a provocarli: «Una parte di loro avrebbe accettato affari con la criminalità per aiutare la famiglia economicamente in difficoltà. Ecco questo è il canale che usano. Fanno credere di aiutare, offrire soldi e lavoro facile ma in realtà distruggono le vite delle persone solo per raggiungere il loro unico fine: il guadagno». Per l'occasione è stato realizzato sul muro di quella che fu la villa di Maniero, oggi bene confiscato alla mafia e sede di associazioni, il dipinto “Un metro quadro di legalità” che raffigura i volti di alcune vittime innocenti di mafie. Ogni anno in occasione del 13 dicembre si aggiungerà un volto per non dimenticare chi ha perso ingiustamente la vita.

Tragedia sfiorata allo Iov. Dottoressa aggredita alla gola con un coltello da un paziente.

Un’aggressione al momento immotivata e gravissima quella avventura  intorno alle 11 di questa mattina a Padova all’Istituto oncologico veneto (Iov) che ha avuto come protagonista un uomo di 85 anni che dopo aver finito le sue terapie in uno degli ambulatori dell’Istituto è entrato, autonomamente, nel vicino ambulatorio della dott.ssa che lo aveva in cura e l’ha aggredita con un coltello ferendola alla giugulare per fortuna in maniera non grave.