La crescita dovrebbe essere un processo condiviso, all’interno della scuola le classi dovrebbero rappresentare una sorta di “organismo” che include e valorizza la diversità, lo svantaggio, l’alterità.
Le manifestazioni di violenza, le sfide nei confronti di sé stessi e della legalità, non sono esattamente una novità. Semplicemente stiamo assistendo a una impennata di episodi.
Si è parlato del fenomeno in generale qualche giorno fa a Roma, nel corso del convegno “L’azzardo non è un gioco e sollecita le responsabilità”, organizzato dalla Conferenza episcopale del Lazio.
La noia giovanile è un tema che varrebbe la pena approfondire nei contesti educativi, bisognerebbe analizzarla e riuscire a collocarla in una dimensione costruttiva.