Il bullo è essenzialmente un “analfabeta emotivo” e quindi, più che punito, va “rieducato” anche sanando quei “bachi” sociali che incidono ben oltre il disagio del singolo.
Al momento di uscire i due mondi paralleli degli adulti e degli adolescenti, tornano a misurarsi e a parametrare decisioni e orientamenti su indicatori completamente opposti.
La rabbia e la negatività collettive pare si convoglino verso un obiettivo specifico, un “capro espiatorio” e attorno a esso creino pericolosi linciaggi verbali sui social.