Chiesa
Tra i regali più preziosi che i bambini ci consegnano in queste prime settimane dell’anno c’è la (ri)scoperta di quanto sia bello non solo sperare, invocare e costruire la pace, ma anche valorizzare le occasioni per festeggiarla. Risuonano, infatti, di risate, grida e canti le sale dei centri parrocchiali che in questi giorni ospitano le Feste della pace dell’Acr-Azione cattolica dei ragazzi. In attesa della nuova organizzazione basata sulle collaborazioni pastorali (vedi Difesa 1° febbraio, pagina 10, ndr) Hanno dato il via ai festeggiamenti i vicariati del Conselvano, del Graticolato, di Dolo, Maserà, Monselice e Selvazzano, coronando con questi momenti il percorso di avvicinamento alla Quaresima.
Al centro dell’evento il tema della “gratitudine”, con l’obiettivo di accompagnare i ragazzi nella valorizzazione del confronto con l’altro come fonte di ricchezza e di riscoprire la prossimità come atteggiamento necessario non solo per conoscere l’immagine autentica di una persona, ma anche per mettersi nei suoi panni e osservare le cose dal suo punto di vista.
«Celebrare la pace – ricorda d’altra parte Eleonora Bovo, responsabile Acr del Graticolato – acquisisce in questo periodo storico un significato ancora maggiore. Ci rendiamo sempre più conto di quanto abbia valore l’incontro tra bambini e ragazzi di parrocchie diverse, di quanto gli permetta di conoscere ciò
che sta al di fuori, di sentirsi parte di un tutto più grande, e di scoprirlo simile a noi molto più di quanto immaginiamo». È un atteggiamento, un modo di osservare e vivere le cose, che, a dire il vero, spesso ai nostri ragazzi viene più naturale che a noi, educatori, giovani e adulti, che pure siamo chiamati a prenderci cura di questa ricchezza spontanea, valorizzandola e alimentandola: «Il Vangelo ci chiama a essere noi per primi costruttori di pace, diventando testimoni per i più piccoli: “Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi” (Gv 13, 15) – specifica infatti la responsabile – Ecco perché la nostra festa, strutturata in due giorni, il 7 e il 15 febbraio, ha previsto, accanto alle attività per i bambini, anche dei momenti formativi per giovani e adulti». Sono, infatti, questi gli eventi che coinvolgono le comunità tutte, che avvicinano persone di età e luoghi anche molto distanti e che mettono in condivisione le bellezze delle nostre parrocchie. E che diventano così opportunità di scambio e di confronto, sempre più intergenerazionale, occasioni per crescere nella collaborazione, in un tempo di riscoperta del valore di condividere le forze, le idee e la fede tra le nostre comunità. «Iniziative come questa, ma più in generale come le feste dell’ Acr – spiega a questo proposito Alessia Baratella, responsabile Acr di Monselice – sono opportunità davvero preziose soprattutto per un vicariato come il nostro, che ha vissuto, a livello di Azione cattolica, una rinascita solo recente. Queste esperienze condivise permettono ai ragazzi di divertirsi insieme e a noi educatori di vivere la gioia di collaborare nel servizio, tanto che proprio la festa dell’8 febbraio è stata lo spunto per maturare la proposta di un percorso formativo, per tutti gli educatori del vicariato, che vivremo in questi mesi, in vista anche della Festa degli incontri di maggio». L’attenzione, infatti, che i responsabili e gli educatori sono chiamati ad avere ora, come sottolinea Pietro Terrin, responsabile Acr del vicariato di Dolo, è già rivolta al futuro: «La festa dell’8 febbraio è stata sicuramente un’opportunità per incontrarsi e per condividere tutti, ragazzi ed educatori, la gioia dello stare insieme; ma ora i semi preziosi che sono stati piantati in questa occasione hanno bisogno di essere coltivati con cura al “rientro” nelle nostre parrocchie».