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È giunta al termine la prima settimana di campiscuola dell’Azione cattolica di Padova (5-11 luglio), che ha visto ospiti di Casa Filippo Franceschi a Camporovere i bambini e le bambine dai 6 agli 8 anni. «Per molti di loro – sottolinea Luca Mazzucco, tra gli educatori – è la prima esperienza lontani da casa e dalla propria famiglia: anche in questo senso il camposcuola offre un’occasione di crescita davvero importante e decisiva nello sviluppo della persona. Riuscire a trovare il coraggio e la determinazione di affrontare la settimana, anche con l’aiuto di noi educatori, significa infatti riuscire a compiere i primissimi passi per diventare grandi».
Ad accompagnare i bambini e gli educatori durante le giornate, la figura biblica di Abigail, vera icona di pace nei suoi tentativi di appianare il conflitto tra il marito Nabal e il re Davide: «La sfida di noi giovani e adulti sta nel cercare di proporre ai ragazzi degli esempi di pace tangibili e quotidiani, che si possano riconoscere nelle relazioni con i nostri amici o in famiglia. E il primo rapporto da curare è quello tra l’educatore e il bambino, tanto più forte e ravvicinato in contesti di convivenza prolungata come i campiscuola».
Proposte come queste, infatti, sono formative non solo per i ragazzi, ma anche per chi li accompagna, come sottolinea Mazzucco, che individua nel camposcuola «un’esperienza unica nel suo genere, in cui assaporare la gioia della vita, sperimentare l’importanza di donarsi agli altri e riconoscere la necessità di affidarsi al Signore: occasioni come questa, infatti, ci ricordano che, in virtù del nostro battesimo, siamo chiamati a vivere per Lui e a compiere il bene nel suo nome».