Chiesa
“Parafrasando una celebre espressione di Vittorio Bachelet, ci sentiamo incoraggiati, in questo tempo ancora ‘inquieto e incerto’, a divenire sempre più una forza serena di speranza, chiamata a ritrovare le ragioni di una possibile e positiva vita comune, tessendo legami di vita buona tra le persone e costruendo alleanze ecclesiali e civili di bene”. Lo afferma Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana (Aci), nell’intervento introduttivo al 46° Convegno Bachelet, inaugurato oggi a Roma nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza alla presenza del presidente della Repubblica. Il convegno apre le celebrazioni del centenario della nascita di Vittorio Bachelet, presidente dell’Aci assassinato dalle Brigate Rosse il 12 febbraio 1980 all’uscita di una lezione nella stessa università. Notarstefano ricorda come Bachelet abbia maturato “una formidabile consapevolezza della complessità della società contemporanea”, riconoscendo “il valore del dialogo come strumento alto di mediazione e composizione degli inevitabili conflitti che affiorano nella vita democratica”. Per l’Aci, fare memoria di Bachelet significa rinnovare la gratitudine verso il processo di rinnovamento da lui guidato: “ascolto e dialogo diventano le coordinate irrinunciabili per una vita democratica densa e vitale”.