Mosaico
Per una sera il magazzino di via Torricelli, dove ogni anno transitano migliaia di tonnellate di alimenti, ha cambiato volto: bancali e scaffalature hanno lasciato spazio a tavoli apparecchiati per 270 persone. È la cornice scelta dal Banco Alimentare del Veneto “Guido Biondani” Odv per la tradizionale serata dedicata ad amici, sostenitori e organizzazioni partner, che quest’anno ha registrato la partecipazione più numerosa delle ultime edizioni. Tra gli ospiti anche Marco Piuri, presidente della Fondazione Banco Alimentare, presenza che ha ribadito il legame tra la realtà veneta e la rete nazionale.
Più che una raccolta fondi, l’appuntamento è servito a raccontare il cambiamento in corso nell’associazione: accanto alla missione storica del recupero e della distribuzione del cibo, il Banco sta rafforzando il lavoro di rete per rispondere in modo più ampio alle situazioni di fragilità.
«È stata una bellissima serata, alla quale hanno risposto tantissimi amici: quest’anno eravamo molti di più rispetto alle edizioni precedenti», ha dichiarato la presidente Adele Biondani. L’occasione, ha spiegato, è servita anche a presentare l’esperienza di una delle Organizzazioni Partner Territoriali, la cooperativa sociale L’Officina dell’Aias, che a Verona gestisce il ristorante Mangiabottoni. «Attraverso il lavoro, la cooperativa mostra concretamente come si possa realizzare l’inclusione sociale, offrendo a ragazzi che vivono situazioni di marginalità la possibilità di sentirsi parte attiva della nostra realtà».
I numeri del 2025
I dati del Bilancio di Sostenibilità 2025 restituiscono la dimensione dell’attività: nell’arco dell’anno sono state raccolte e distribuite 5.835 tonnellate di alimenti, pari a circa 11 milioni e 670 mila pasti. La rete conta oggi 460 Organizzazioni Partner Territoriali, attraverso le quali sono state raggiunte 83.022 persone.
Proprio il rapporto con le organizzazioni partner è l’ambito su cui il Banco sta investendo di più. L’obiettivo è affiancare alla distribuzione alimentare una capacità crescente di intercettare bisogni diversi, dall’orientamento ai servizi all’inclusione lavorativa, dal sostegno educativo all’accompagnamento delle persone, facendo leva sulla presenza capillare delle associazioni sul territorio.
«Stiamo vivendo un anno straordinario e di grandi cambiamenti», ha aggiunto Biondani. «Donare gli alimenti alle 460 organizzazioni nostre partner rimane la missione principale del Banco Alimentare. Ma sappiamo che chi è fragile, oltre al cibo, ha bisogno di essere sostenuto a 360 gradi. Per questo vogliamo aiutare sempre di più le nostre associazioni a diventare vere e proprie antenne dei bisogni presenti sul territorio». Da qui l’appello a imprenditori e professionisti, chiamati a mettere a disposizione competenze e risorse: «La sfida del futuro è costruire una rete, e questa rete ha bisogno anche del loro contributo».
Una cena a costo zero
La serata stessa è stata un esempio di quel modello: l’intera organizzazione è stata resa possibile dal contributo gratuito di aziende, associazioni e partner, che hanno messo a disposizione prodotti, servizi e competenze. Tra questi anche il giornalista Mario Puliero, che ha condotto la serata.
«È un aiuto molto concreto, ma è anche l’espressione di un rapporto che va oltre la semplice sponsorizzazione», ha sottolineato la direttrice Alessandra Campedelli. «Ciascuno ha messo a disposizione ciò che sa fare e ciò che produce, contribuendo così alla riuscita di una serata che sostiene direttamente il nostro lavoro».
Hanno collaborato Tregnaghi Catering, la cooperativa sociale L’Officina dell’Aias, Società Agricola Masi, Lidl, Metro, Trentin Spa, Società Agricola Bragantini Giulio e Ottavio, Levoni, Pastificio Zorzi, La Grande Bellezza Italiana – Odorizzi, Pasticceria Lorenzetti, Arena Vivai e Verter.
Nello stesso luogo in cui il cibo arriva, viene stoccato e riparte, si sono così ritrovati volontari, aziende, professionisti, sostenitori e organizzazioni partner: una rete che il Banco Alimentare del Veneto punta ad allargare, perché il recupero degli alimenti diventi sempre più anche occasione di incontro e di inclusione.