Fatti
Case e macchine incendiate. Strade sotto assedio. Centinaia di manifestanti vestiti di nero e incappucciati sono scesi in piazza e hanno spaccato finestre e appiccato incendi mentre urlavano slogan contro l’immigrazione. Belfast, la capitale dell’Irlanda del Nord, torna a bruciare. Le manifestazioni sono scoppiare dopo che martedì sera, un uomo è stato accoltellato. Il fatto è stato ripreso in un video che è circolato molto sul web, così come i tentativi di alcune persone di fermare l’aggressore fino all’arrivo della polizia. Si tratta di Hadi Alodid (30 anni), cittadino sudanese. La rabbia a quel punto è scoppiata. I manifestanti hanno dato fuoco alle case, oltre che ad autobus e bidoni della spazzatura. Molte persone sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni,. I vigili del fuoco hanno fatto oltre sessanta interventi. Sono stati sospesi tutti i mezzi di trasporto pubblici.
Le forze di polizia hanno costantemente fatto appello alla calma, “Invitiamo tutti a mantenere la calma, agire responsabilmente ed evitare qualsiasi attività che possa mettere a rischio se stessi o altri”, ha dichiarato l’Assistente Capo della Polizia Ryan Henderson.
La vittima, Stephen Ogilvie, è rimasta gravemente ferita con significative lesioni al volto, al collo e alla schiena. Ma la sua famiglia, in una dichiarazione, ha chiesto alla popolazione di mantenere la calma. “Siamo consapevoli delle tensioni e delle discussioni che seguiranno questo episodio. Vogliamo chiarire che i disordini notturni non sono benvenuti, e la protesta pacifica è l’unica via d’uscita”. La famiglia ha quindi ringraziato quanti sono intervenuti nell’aggressione a difesa del loro familiare salvandogli la vita. Poi hanno aggiunto: “Abbiamo molti migranti che danno un contributo profondamente prezioso al nostro paese, anche nel nostro sistema sanitario e nel settore dell’ospitalità, e dipendiamo da loro per far funzionare il nostro paese”.
“Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare ostilità”.
Riuniti in assemblea al Saint Patrick’s College di Maynooth, i vescovi cattolici irlandesi hanno seguito quanto stava accadendo a Belfast e in altre località dell’Irlanda del Nord e in un comunicato hanno espresso “preoccupazione per l’attacco alla vita umana e per l’ampia violenza e disordine sociale”. I vescovi hanno pregato per la pace e affinché “la dignità sacra di ogni persona umana sia rispettata da tutti”. “Le notizie secondo cui questi attacchi violenti si sono concentrati sulle case e sulle attività commerciali delle famiglie di migranti sono ancora più sconcertanti”, si legge nel comunicato. I vescovi hanno chiesto di sostenere la polizia e i leader delle comunità. E hanno concluso:
“La vera misura di una società giusta è quella che accoglie efficacemente i nuovi arrivati, combatte il razzismo e respinge la retorica politica divisiva”.
Anche la Chiesa Presbiteriana in Irlanda è riunita fino a venerdì a Belfast in Assemblea Generale. Aprendo i lavori, il Moderatore, il Reverendo Dr. Richard Murray, ha detto: “L’assalto contro un uomo nel Nord di Belfast, ci ha lasciati tutti sconvolti, e tra poco pregheremo per lui. Ma le rivolte che questo fatto ha scatenato, ci hanno lasciato sconvolti.
In una democrazia le persone hanno il diritto di protestare ma non hanno il diritto di scatenare rivolte, intimidire, minacciare o persino togliere la vita.
Voglio fare appello alla comunità per la pace e la calma, e affinché prevalga il buon senso”.