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Caritas: pasti, alloggi, ambulatorio. E relazioni
Sono 425 le persone che si sono rivolte nel 2023 al Centro di ascolto diocesano, messo a disposizione dalla Caritas di Padova
IdeeSono 425 le persone che si sono rivolte nel 2023 al Centro di ascolto diocesano, messo a disposizione dalla Caritas di Padova
In settimane di drammi e interrogativi sul tema delle persone senza dimora, gli operatori che durante tutto l’anno aiutano i più fragili ricordano che le loro attività continuano. È il caso dei servizi di “Promozione Umana” della Caritas padovana, coordinati da Sara Ferrari: «Il Centro accoglie persone in condizione di marginalità grave, che presentano problemi economici o di esigenza abitativa, che cercano lavoro, che hanno problemi di salute. La maggioranza sono uomini, italiani, di mezza età. Noi cerchiamo di stabilire una relazione e tentiamo di accompagnarli verso una maggiore autonomia». C’è poi l’ambulatorio per persone senza dimora o irregolari che non possono accedere al Servizio sanitario nazionale. «Offriamo assistenza in campo odontoiatrico e oculistico – ricorda la coordinatrice – Il primo è quello più richiesto, anche da italiani che non possono accedere a uno studio privato: grazie a donatori privati possiamo anche fornire protesi gratuitamente». Infine gli alloggi: «Sono sei gli appartamenti destinati all’accoglienza, offerti in comodato gratuito da quattro parrocchie cittadine. La chiesa del Carmine ne ha forniti due, la Santissima Trinità e San Bellino uno ciascuna, e San Filippo Neri due. Sono messi a disposizione di persone senza dimora, tra cui ragazzi che escono dai Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e dal Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), ancora in condizione di fragilità; altri sono invece in uso a nuclei familiari. Abbiamo scelto di accogliere chi è in difficoltà non solo di notte ma per un periodo più lungo, anche per qualche anno. Così garantiamo la possibilità di costruire un percorso di vita». Compito principale della Caritas è sensibilizzare e formare la comunità all’attenzione delle persone più povere. In città, 28 parrocchie si sono attivate per fornire pasti la domenica, quando le Cucine economiche popolari sono chiuse. «Ci sono esempi di ospitalità spontanea, di relazioni significative e di amicizie che nascono e continuano per anni» conclude Sara Ferrari.
L’utenza del Centro di ascolto diocesano nel 2023 era formata per l’81,4 per cento da uomini, e 18,6 per cento da donne. 184 erano stranieri e 281 italiani, ma ci sono stati complessivamente 1.515 accessi perché c’è chi si presenta più volte. La fascia d’età più numerosa è 45-54 anni, seguita da 55-64 e via via tutte le altre (fonte Caritas)