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Casa Madre Teresa. Prendersi cura grazie a un giardino
Casa Madre Teresa Centro di riferimento per le persone con demenza e loro familiari, dal 2019 ha dato vita alla sperimentazione dei Giardini terapeutici
MosaicoCasa Madre Teresa Centro di riferimento per le persone con demenza e loro familiari, dal 2019 ha dato vita alla sperimentazione dei Giardini terapeutici
Casa Madre Teresa di Calcutta (CMT) nasce come progetto Opsa per il Grande Giubileo del 2000. La sua missione è stata quella di aprire lo sguardo sulla presa in carico delle persone con decadimento cognitivo e le loro famiglie, nuove fragilità emergenti che trovavano poche risposte adeguate. Le attività di CMT prendono il via nel 2006, inizialmente con l’apertura dei centri diurni e, nel 2008, con l’apertura del centro residenziale. Con gli anni sono maturate nuove esperienze e nuovi obiettivi, tanto che nel 2012 CMT, insieme al centro servizi San Massimiliano Kolbe, si struttura come Area Anziani Opsa, un progetto più ampio finalizzato a dare risposte appropriate in tutte le fasi della malattia, caratterizzato dalla particolarità delle scelte dei modelli assistenziali e di approccio Attualmente CMT ospita due centri diurni: uno pensato per le persone che presentano prevalentemente sintomi cognitivi lievi e che hanno bisogno di stimolazione cognitiva, relazionale e sostegno nel mantenimento delle autonomie; l’altro pensato per le persone che presentano quadri cognitivi più compromessi, spesso con alterazioni del comportamento che necessitano di ambiente adeguato alla prevenzione e alla loro gestione strategica; infine è presente un centro residenziale rivolto alle persone in fase lieve-moderata della malattia che non possono avere un sufficiente livello di sostegno e di protezione al proprio domicilio. Il principio cardine sul quale si basa CMT è quello di essere “pensato e rivolto” agli specifici bisogni delle persone nelle diverse fasi della malattia: è diverso da “specializzato” perché si orienta alla persona e non alla malattia. In virtù di questo principio fin dalla sua progettazione Casa Madre Teresa è stata studiata dettagliatamente sia dal punto di vista organizzativo sia architettonico e, in questo senso, anche gli spazi verdi sono stati ideati in funzione delle caratteristiche degli ospiti. Il verde per CMT è stato fin da sempre elemento costitutivo e non semplice appendice piacevole: l’intera struttura infatti è immersa nella vegetazione. Ma date le caratteristiche delle persone alle quali è rivolta, ciascun nucleo del centro ha il proprio giardino interno, disegnato con caratteristiche specifiche affini ai bisogni degli ospiti che usufruiscono di quel centro. I Giardini Alzheimer, quindi, sono sempre stati presenti e negli anni abbiamo avuto la possibilità di vederne gli effettivi benefici. Ma perché è nato un progetto sui Giardini terapeutici? I nostri giardini sono stati progettati con le conoscenze di oltre 15 anni fa, quindi era necessaria una revisione e un aggiornamento di questo importante strumento di lavoro per la cura e il benessere dei nostri ospiti. Per questo motivo nel 2019 Opsa, insieme alla Giotto Coop. Sociale e Piante Mati, ha avviato un progetto che si è posto come obiettivo quello di approfondire le conoscenze nell’uso dei giardini terapeutici applicato alle demenze, partendo dalle esperienze fatte proprio a CMT. Essendo l’obiettivo così ambizioso è stato indispensabile arricchire la partnership con la presenza di due Dipartimenti dell’Università di Padova che, grazie in particolare al gruppo di ricerca della prof.ssa Pazzaglia, ha portato su un livello di accuratezza metodologica l’intero progetto e ci ha permesso di raggiungere risultati innovativi. Così è nato “Verbena”, progetto sperimentale che, come la pianta dalla quale prende il nome, unisce il concetto di cura con il concetto di benessere attraverso la bellezza e li traduce in un modello sperimentale che aggiunge alla già grande esperienza diretta di CMT anche il sostegno delle evidenze scientifiche. Il lavoro presentato al convegno di venerdì 19 maggio, quindi, ci ha permesso da un lato di confermare a livello sperimentale i benefici che abbiamo sempre riscontrato su un piano più esperienziale, dall’altro di scoprire effetti nuovi che avevamo solo ipotizzato e che ora invece possiamo inserire nel nostro lavoro quotidiano.