Il “grazie” dell’Armenia per le parole pronunciate da Papa Francesco a Pasqua nella Benedizione Urbi et Orbi. E’ mons. Minassian ad esprimerlo a nome delle migliaia di persone che in fuga dal Nagorno-Karabakh, hanno trovato rifugio in Armenia. “La guerra - dice - è l’espressione della debolezza mentale dell’uomo. È il fallimento della comprensione reciproca, la rottura dei canali di dialogo, l’impotenza della diplomazia, la negazione del rispetto del diritto del vicino. È solo nel confronto, pacifico e lontano dagli interessi, che è possibile trovare soluzioni di pace. Il fallimento di questa via conduce inesorabilmente al conflitto armato”
Ad Haiti la situazione peggiora di giorno in giorno, in un clima di insicurezza, violenza e incertezza politica, con il rischio di una deriva autoritaria. A parlare dalla capitale Port-au Prince è Clara Zampaglione, operatrice di Caritas italiana ad Haiti
La situazione in Myanmar sta peggiorando di giorno in giorno. Vengono arrestati anche attori e scrittori. I militari fanno irruzioni nelle Chiese cattoliche e negli ospedali gestiti dai religiosi. Si comportano come banditi e la preoccupazione è soprattutto verso i pazienti che hanno bisogno di cure e trattamenti. Le connessioni Internet a fibra sono state interrotte. Situazione critica anche nello Stato del Karen dove a seguito di attacchi aerei e di terra, 20mila persone sono in fuga dalle loro case. L’appello di un sacerdote al Sir: “Se non ci sarà più connessione Internet, sappiate che andrà tutto bene. Non preoccupatevi. Sopravviveremo. Voi però continuate a pregare per noi e ad alzare la voce a nome nostro”
Un milione di posti di lavoro in meno nell’ultimo anno. Le piazze che si riempiono di categorie allo stremo, il calo dei consumi e l’aumento della povertà. Questa è la sintesi della crisi Covid che mette al centro il tema del lavoro e dei nuovi lavori come quelli della Gig economy
Giovannini convoca regioni, province e comuni. Un tavolo permanente per verificare la situazione organizzativa del sistema tpl: “Per consentire le capienze al 50 per cento già stanziati 2,3 miliardi. Programmazione, gestione ed efficientamento gestiti da enti territoriali e locali”
Un altro muro per fermare i migranti. È quello che dovrebbe sorgere lungo i 380 chilometri del confine che divide Haiti e Repubblica Dominicana, secondo le intenzioni del presidente dominicano, Luis Abinader. L’annuncio – ma è tutto da vedere che alle intenzioni seguano i fatti – è stato dato qualche settimana fa, a fine febbraio, e sta suscitando un forte dibattito, in un contesto “storico” di rapporti complessi tra i due Paesi che insieme formano l’isola di Hispaniola, prima colonia del nuovo mondo fondata da Cristoforo Colombo. Haiti è francofono, la popolazione è in gran parte di origine afro, vive in drammatiche condizioni di sottosviluppo, le peggiori del Continente. La Repubblica Dominicana è ispanofona, occupa i due terzi dell’isola e le condizioni di vita sono senza dubbio migliori. Lo squilibrio tra i due Paesi ha portato, negli ultimi decenni, numerosi haitiani ad attraversare la frontiera, nonostante subiscano spesso discriminazioni. Si stima che oggi siano circa 500mila gli haitiani presenti in Repubblica Dominicana, su una popolazione di poco inferiore ai dieci milioni.
La survey presentata, martedì 6 aprile, dalle due organizzazioni riporta dati riferiti al 2018 e costituisce la fonte più aggiornata sulla dimensione epidemiologica del maltrattamento sui minorenni nel nostro Paese. Per una porzione dei comuni interessati dalla ricerca (117 su 196) è stato oltretutto possibile effettuare un vero e proprio monitoraggio, primo e unico caso ad oggi per l’Italia, da cui emerge un aumento del fenomeno
Si è celebrata l’8 aprile e per la prima volta la Giornata mondiale per la prevenzione, la guarigione e la giustizia degli abusi sessuali sui minori. Padre Zollner, membro del Centro per la Protezione dell'Infanzia della Gregoriana e della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, traccia un bilancio dell’impegno che la Chiesa sta portando avanti nel campo della prevenzione e della lotta contro questa piaga. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, una ragazza su quattro e un ragazzo su 13 subiscono abusi sessuali da bambini. “Se questi sono i dati, è chiaro che il problema dell’abuso – dice padre Zollner - riguarda tutti, accade in più settori della vita sociale, dalle religioni, allo sport, nelle scuole e nei movimenti giovanili in tutte le loro espressioni. Ed è un fenomeno che va contrastato insieme. È una battaglia che si può vincere solo facendo rete”.