“Possano le vostre mani, create per il lavoro pacifico e il saluto fraterno, non sollevarsi né con armi né con pietre. Lasciate che non prevalga la forza della violenza ma la forza dell'argomentazione, basata sul dialogo nella verità e sull'amore reciproco”. È il nuovo disperato appello per la pace dell’arcivescovo di Minsk, mons. Tadeusz Kondrusiewicz, che, per una soluzione della crisi, propone la convocazione immediata di uno speciale tavolo di confronto e dialogo tra le parti per decidere il futuro del Paese. Appello anche del vescovo di Vitebsk, mons. Aleh Butkevich: “C'è solo una via d'uscita: cercare la verità! È importante essere certi e difendere la verità, non l'inganno. Ma la verità non si trova dove c'è violenza”
Lunedì 10 agosto è stato il primo giorno della scuola di inglese nel campo informale di Moria, organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio: 82 gli studenti. Successo anche per il "ristorante dell'amicizia", che in quattro giorni è passato da 320 a 850 coperti al giorno
“La memoria degli eventi più tragici e dolorosi della nostra storia costituisce un richiamo incessante per le coscienze”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 76° anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. “Il 12 agosto di 76 anni fa le frazioni di Stazzema – ricorda il Capo dello Stato – divennero teatro dell’oltraggio più disumano: l’eccidio di centinaia e centinaia di civili inermi, soprattutto donne, bambini, anziani, rifugiati. Fu una delle stragi più efferate compiute nel nostro Paese durante l’occupazione nazista per i numeri spaventosi del massacro, per la crudeltà con cui gli uomini delle SS si accanirono sui corpi privi di vita, per lo scempio del rogo nella piazza di Sant’Anna”.
Padre Celso Corbioli, missionario Omi (Missionari Oblati di Maria Immacolata), racconta una storia delicata e, se così si può dire, a “lieto fine”. Una giovane ragazza rischiava di essere costretta, dalle tradizioni, a un matrimonio forzato con uno sconosciuto. Ma l'intervento del Tribunale le ha consentito di evitarlo, per poi studiare e crearsi infine la famiglia che desiderava
Le isole Galápagos, uno dei luoghi simbolo al mondo per biodiversità e ricchezza di specie protette, famose per le ricerche di Charles Darwin e per le tartarughe giganti, sotto la “minaccia” di una flotta di pescherecci, in gran parte cinesi, che con le loro reti a strascico si rendono responsabili di una catastrofe ecologica, rischiando di compromettere l’ecosistema dell’Oceano Pacifico. È notizia di questi giorni, anche se la questione è di vecchia data e non riguarda solo l’arcipelago, che fa parte del territorio dell’Ecuador. Il “trucco” è presto detto: le navi “sfruttano” il corridoio di acque internazionali esistente tra le isole e il continente, si mettono al confine delle acque territoriali ecuadoriane e nessuno può dire nulla. Un corridoio incredibilmente pescoso, in questo periodo, dato che i pesci migratori seguono le cosiddette “correnti di Humboldt”. Ed è strage quotidiana di tartarughe e squali, tra cui gli squali balena, particolarmente protetti
Il Forum for Human Rights denuncia "detenzioni arbitrarie, violazioni del divieto di tortura e maltrattamenti e abuso della forza", dopo la revoca dell'autonomia di un anno fa. Nel paese coprifuoco militare e sospensione delle comunicazioni (sia web che telefonia mobile)
Il bilancio degli oltre 200 morti e dispersi nell'esplosione mortale del 4 agosto comprende almeno 34 rifugiati segnalati finora. L’Agenzia Onu intensifica gli aiuti per le famiglie più colpite e vulnerabili
Nuova fuga di migranti dall'hotspot di Pozzallo. A fuggire ieri sono stati in 15, due dei quali sono stati pero' rintracciati dalla polizia locale della cittadina ragusana. A...
"Ho appena appreso dai sanitari dell'Asp di Ragusa che a Pozzallo altri 64 migranti sono risultati positivi al coronavirus. Tutto questo in un solo giorno. Spero che adesso si capisca perché da mesi parliamo della necessità di un protocollo sanitario...