“La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri progetti”. La frase è di John Lennon, ma deve averla pensata anche Mariateresa Gallea, giovane medico del padovano, quando due settimane fa ha visualizzato un messaggio arrivato via WhatsApp dalla Federazione italiana dei medici di medicina generale del Veneto. Nel messaggio c’era scritto che a Vo' Euganeo, un comune in provincia di Padova, non c’erano più medici operativi, in quanto tutti costretti all’isolamento precauzionale perché erano stati in contatto con persone positive al Coronavirus. Senza pensarci troppo è partita con altri due colleghi
È quanto si legge nella relazione che il governo presenterà alle Camere mercoledì per chiedere l'aumento del deficit per finanziare le norme per fronteggiare l'emergenza coronavirus
Il rischio di dover chiudere alcuni ospedali per carenza di personale è concreto. A Padova sono già tre i reparti che hanno chiuso i battenti. Dei 450 sanitari in quarantena, sono una trentina ha avuto esito positivo al tampone, da qui la proposta del governatore del Veneto: i sanitari sani rientrino al lavoro, sottoposti quotidianamente al test.
Negli ultimi decenni le donne italiane hanno fatto passi da gigante nel mondo del lavoro, permangono però problemi difficili da scalfire e riconducibili in larga parte alle difficoltà di conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di cura della casa e della famiglia. L'analisi di Anmil
Ad un mese dalla prima attivazione avvenuta lo scorso 5 febbraio, le organizzazioni del Piemonte hanno lavorato in maniera congiunta, senza sosta, nella gestione degli interventi relativi all'emergenza sanitaria
Una prima mappa delle situazioni di crisi, che coinvolgono non solo le imprese della zona rossa. Dagli aeroporti alle aziende metalmeccaniche o nei macelli, dove lo smart working non è arrivato o non è possibile e spesso la soluzione è quella di chiudere o di lasciare a casa i lavoratori meno tutelati