Gli uffici comunali di Castelnuovo di Porto, in provincia di Roma, sono stati presi d'assalto da centinaia di mail di famiglie di tutta Italia che hanno intenzione di aprire le porte della propria casa agli ospiti del Cara che rischiano di finire in strada per effetto del decreto sicurezza, dopo che il Viminale ha deciso di chiuderlo. Al momento nessuna famiglia ha accolto ma uno staff sta valutando le disponibilità e i bisogni. Nei prossimi giorni saranno definiti i termini e le modalità
Doro, che i membri dell’equipaggio della Sea Watch 3 chiamano “gigante gentile”, ha cicatrici ovunque, sul volto, sul corpo. E’ stato torturato e picchiato ripetutamente in Libia, tre volte ha tentato di fuggire con una imbarcazione in mare e tre volte è stato riportato indietro dalla guardia costiera libica e reso schiavo.
È entrata a pieno regime la complessa operazione di recupero dei milioni di metri cubi di alberi abbattuti sulla montagna veneta dal tornado d’autunno.
Nonostante la pioggia e il freddo almeno 400/500 cittadini, insieme al mondo della cultura e agli ospiti e ai lavoratori del Cara di Castelnuovo, sono scesi in piazza questa sera davanti a Montecitorio, in risposta all'appello "Non siamo pesci". Chiedono di aprire i porti e istituire una commissione di inchiesta sulle stragi nel Mediterraneo
Alla Gmg di Panama sventolano anche le bandiere dei giovani della Terra Santa, del Patriarcato latino di Gerusalemme. Sono giunti in 41 con un sogno nel cuore: "Chiedere ai giovani del mondo di pregare per la pace in Terra Santa e di venire in pellegrinaggio per trasformarla in una grande Gmg"
Arrestato a Bolzano il 19 dicembre 1944, perché sospettato di essere un membro del Comitato di liberazione nazionale clandestino, interrogato dalla Gestapo, venne poi condotto nel Lager di via Resia, nel blocco celle. Gli furono assegnati il triangolo rosso, che distingueva i deportati politici, e il numero di matricola 7.459. Così come altri internati nel campo di concentramento di Bolzano, anche don Longhi era destinato alla deportazione in un Lager d’Oltralpe. Rinchiuso con decine di altri detenuti sui carri bestiame il 25 febbraio 1945 in via Pacinotti, nella zona industriale di Bolzano, tornò invece nel Lager di via Resia perché i bombardamenti alleati avevano distrutto i binari della linea del Brennero
Nell’ambito dei dispositivi di prevenzione delle cosiddette “stragi del sabato sera”, dalle ore 23 di sabato 26 gennaio e fino alle prime ore di domenica mattina, gli uomini della Sezione di Polizia Stradale di Padova, equipaggi della sezione Volanti e l’Ufficio Sanitario Provinciale della Questura di Padova, hanno effettuato mirati controlli finalizzati alla prevenzione e repressione di tutti quei fenomeni che possono ingenerare pericoli per la sicurezza stradale, soprattutto in occasione del fine settimana.
Questa mattina i parlamentari Nicola Fratoianni, Riccardo Magi e Stefania Prestigiacomo insieme al sindaco di Siracusa e membri di alcune ong hanno raggiunto l’imbarcazione, nonostante i divieti. “Raccoglieremo testimonianze su abusi subiti in Libia”
"Il progetto della Fiamma della memoria - spiega l'ideatrice Golda Tencer - si pone come obiettivo la presa di coscienza dei pericoli legati all’intolleranza religiosa ed etnica ed è indirizzato a tutta la società polacca, a tutti coloro che sentono vicini i diritti fondamentali dell’uomo: il diritto alla vita e alla libertà, a prescindere dalle differenze di razza e di fede”