Il sito della Custodia di Terra Santa ha pubblicato le testimonianze di alcuni degli oltre 30 frati che vivono nei nove conventi della Galilea (a nord di Israele, vicino al confine con il Libano), da Haifa e Acri, fino a Cafarnao, Tabgha e Magdala, sul lago di Galilea, passando per Nazareth, Cana e Mujeidel, e salendo fino al Monte Tabor. Dal loro racconto emergono le speranze e le difficoltà che i religiosi stanno affrontando con l’intensificarsi di lanci di missili dal Libano.
“Preoccupati e vigili” per le sorti dello stabilimento stabilimento Stellantis di Melfi, ma anche “animati dal convincimento che si possano trovare vie per attuare un vero rilancio dell’automotive e della manifattura nei nostri siti produttivi a potenziamento di quella grande carica di operosità e di intraprendenza delle nostre genti”.
Padre Corrado Dalmonego, mantovano, è missionario della Consolata e antropologo. Vive da vent’anni in Brasile e svolge la sua missione a stretto contatto con i popoli indigeni Yanomani nello Stato del Roraima. Sarà in Italia per la canonizzazione del beato Giuseppe Allamano il 20 ottobre, Giornata missionaria mondiale. Allamano è il fondatore degli Istituti Missionari della Consolata e il miracolo grazie al quale diventerà santo è avvenuto nel 1996 proprio nella foresta amazzonica, con la guarigione di un indigeno Yanomani. Il popolo Yanomani sta vivendo da tempo una situazione di impoverimento, oppressione, violenza e sfruttamento a causa della presenza sulle sue terre dei garimpos, miniere illegali di cercatori d'oro finanziate dal crimine organizzato.
Rientrata solo pochi giorni fa dalla Terra Santa, dove trascorre buona parte dell'anno, Adriana Sigilli, titolare di una agenzia specializzata in pellegrinaggi, racconta la sua visita a Betlemme, avvenuta lo scorso 10 ottobre. Ne emerge un quadro desolante a causa della guerra: "la sensazione più triste è quella di vedere negozi e alberghi chiusi, una città deserta, svuotata dei pellegrini. La Basilica della Natività, cuore del pellegrinaggio cristiano, è completamente vuota..."
“Il numero dei poveri assoluti in Italia, negli ultimi 10 anni, è raddoppiato”, denuncia il portavoce dell'Alleanza contro la povertà in Italia. Nell'imminenza della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, che si celebrerà il 17 ottobre, la realtà che raggruppa quasi 40 organizzazioni impegnate su questo fronte, lancia 4 proposte per combattere la povertà attraverso precisi impegni politici e mette in guardia da 10 “fake news”
Sono 24 le vittime del raid israeliano del 14 ottobre scorso su una palazzina nel villaggio di Aitou, vicino a Zgharta, nel nord del Libano, un’area a maggioranza cristiana fino all’altro giorno risparmiata dalla furia dei combattimenti tra Israele ed Hezbollah. A fare un resoconto dell'accaduto è il sacerdote maronita William Makari, del Vicariato di Ehden-Zgharta, nel cui territorio insiste il villaggio colpito.
“C’è uno spazio per dialogare, per incidere”, afferma il docente, sottolineando come “il tipo di dialogo che noi sosteniamo crea cultura e oggi abbiamo dai governi delle proposte che non esistevano 20 o 40 anni fa; e i governi usano spesso un linguaggio che è quello che la società civile negli ultimi decenni ha proposto”. Tre indicazioni per ridare speranza a quei Paesi e popoli ancora vulnerabili: una nuova iniziativa sul debito, un impegno globale verso la tassazione equa e progressiva e sulle tassazioni internazionali e una migliore regolazione dei mercati finanziari e del commercio. Oltre ad un forte richiamo in favore della pace
I dati resi noti da Mario De Curtis, ordinario di Pediatria all’Università La Sapienza di Roma, al congresso della Simmesn. “Questi bambini, a causa delle particolari condizioni familiari ed economiche, sono spesso esposti a un rischio maggiore di malattia sia in epoca prenatale che immediatamente postnatale”
“Che cosa spero io sinceramente? Spero solo in un miracolo di Dio che ha una solo parola, molto chiara: conversione del cuore. Finché non si convertono i cuori, sperare in buona soluzione, è sperare in niente”. Risponde così mons. Maskym Ryabukha, vescovo dell'esarcato greco-cattolico di Donetsk, alla domanda sui tentativi dei “piani di pace” che si discuteranno oggi a Bruxelles alla presenza del presidente ucraino Zelensky. E riguardo ai territori occupati dai russi, il vescovo dice: “Sapete quanti sono i nostri parrocchiani che si trovano dall'altra parte? Sapete quanti di loro sono spariti? E non possiamo neanche chiedere a nessuno dove sono e che fine hanno fatto, perché rischiamo anche noi di sparire solo per aver fatto la domanda. Ma sparire ha solo due direzioni: o carcere con tutte le torture quotidiane di cui purtroppo siamo a conoscenza, oppure morte”.