Oujda (Marocco), città crocevia di chi fa sosta per poi tentare la traversata verso l’Europa

Oujda è una città del Marocco al confine con l’Algeria, è la prima che trovi quando attraversi il confine ed è qui dove giungono le tantissime persone migranti che ogni notte rischiano la vita oltrepassandolo. È un crocevia di chi fa sosta per poi tentare la traversata via mare o via terra verso l’Europa ma anche di chi attende, riflette e alcune volte (pochissime volte) decide di rientrare nel proprio Paese. Accerchiata dai moltissimi minareti, c’è la parrocchia di San Luigi, dove operano i missionari della Consolata proprio nell’accoglienza dei migranti che ogni notte transitano, si fermano qualche giorno o qualche settimana per riprendere energie, per mangiare e bere e poi proseguire il loro viaggio.

Giornata bambini vittime. Don Di Noto: “Sempre più dalla parte dei piccoli ma serve l’impegno di tutti”

Si conclude domani in piazza San Pietro, con la recita del Regina Caeli e l’atteso saluto del Papa, la XXVIII Giornata bambini vittime contro ogni forma di abuso, promossa dall'associazione Meter. Obiettivo, “rilanciare il nostro impegno a difesa dei piccoli contro ogni forma di violenza, indifferenza, sopruso” e “creare una coscienza collettiva perché tutti si sentano responsabilizzati”, spiega al Sir il presidente di Meter

Georgia, paese spaccato in due. Mons. Pasotto (Tbilisi), “no alle provocazioni, non è il momento dello scontro ma dell’unità”

Torna a infiammarsi la piazza a Tbilisi contro la riproposizione in Parlamento della legge sulle 'influenze straniere', conosciuta anche come legge sugli agenti stranieri, voluta dal partito di governo "Sogno Georgiano", che è accusato dagli oppositori di voler riavvicinare il Paese alla Russia facendo passare una normativa sul modello di quella in vigore a Mosca che ha permesso di mettere a tacere molte voci critiche. Mons. Giuseppe Pasotto, amministratore apostolico del Caucaso dei Latini: “Dovrebbe essere il tempo dell'unità, di compiere dei passi tutti insieme e invece è un momento difficile e di divisione. Oggi, guardando le immagini della piazza in tv, ho pregato che non succedesse nulla”.

Save the Children: “Quasi 1 bambino su 5 verrà al mondo senza cure mediche”

L’organizzazione rivela che più di un quinto delle nascite (22,2%) avverrà al di fuori di una struttura sanitaria, con una percentuale che sale a quasi la metà nelle zone di conflitto. Per questo Save the Children chiede ai governi di “proteggere le vite di donne e bambini con un’assistenza sanitaria di base, educazione e servizi per la salute sessuale e riproduttiva. attraverso finanziamenti efficaci e sostenibili”