A due anni dall’inizio dell’aggressione russa, l'Ucraina oggi fa i conti con la morte. Con chi ha deciso di sacrificare la propria vita per il paese e non è più tornato a casa. Sono tantissimi. Il numero esatto dei sodati ucraini uccisi sul fronte non si conosce. È un tabù. Ma non c’è famiglia che non abbia subito un lutto nella cerchia anche strettissima dei parenti. E se i villaggi si spopolano di uomini, nei cimiteri aumentano purtroppo il numero delle tombe. Ce lo racconta Anna, una ragazza che vive a Kyiv ed ha 26 anni
La vita a Kyiv prosegue in maniera “normale”. La gente cammina per le strade. Prende la metropolitana. Va al lavoro. Ma è una normalità solo apparente. Il coprifuoco spezza le serate, anche di sabato sera. Parte a mezzanotte per finire alle 5 di mattina. Gli allarmi non smettono purtroppo di suonare. In piazza Maidan, laddove una folla di giovani ha combattuto per la libertà e i valori dell’Europa, ora si distende un prato verde dove dall’inizio della guerra su vasta scala, è stata piantata una bandierina per ogni soldato morto in battaglia
Il distacco tra il No e il Sì è di circa dieci punti percentuali: 55, 75% contro 44,25%, in tutto un milione e 400 mila voti. Un risultato che è indicativo, pur con le sue indubbie specificità, del livello di crisi in cui versa la democrazia a tutte le latitudini
Il partito del presidente della Repubblica Alexander Vucic, uomo forte alla guida del Paese dal 2012, ha vinto anche queste elezioni parlamentari svoltesi nel Paese balcanico ieri, 17 dicembre.
Medici, dirigenti sanitari e infermieri in piazza lo scorso 5 dicembre, e si replica oggi. “Il taglio delle pensioni è la miccia che ha acceso la protesta”, spiega al Sir il vicepresidente Fnomceo, ma è evidente il disagio che serpeggia in tutta la categoria: “Con una sanità ridotta ai minimi termini diventa sempre più difficile garantire cure e assistenza ai cittadini”
“Questo modo di agire non è in alcun modo giustificabile. Se si perde in questo modo il valore della vita altrui vuol dire che si è già perso anche il senso della propria dignità. Non resta che pregare perché si realizzi la profezia della trasformazione dei cuori di pietra in cuori di carne”.
Sei milioni e mezzo di serbi chiamati nuovamente alle urne per eleggere il Parlamento. Quasi un referendum sul presidente Vucic. Ma le opposizioni sembrano divise. In campo Partito progressista (Sns), socialisti e coalizione “Serbia contro la violenza”. Rimangono difficili i rapporti tra Belgrado e Pristina. Le valutazioni dell’analista dei Balcani Nikolay Krastev
Il Consiglio europeo ha deciso di aprire i negoziati di adesione con l’Ucraina e la Moldavia. Inoltre, ha concesso lo status di Paese candidato alla Georgia. Sono queste alcune delle decisioni prese durante il vertice in corso a Bruxelles dove sono riuniti i leader dell’Unione europea. Nelle conclusioni sull’Ucraina e sull’allargamento si legge anche: “Il Consiglio europeo accoglie con favore l’adozione del 12esimo pacchetto di sanzioni” contro la Russia. Per capire quali implicazioni possa portare questa apertura all’adesione dell’Ucraina all’Unione europea, il Sir ne ha parlato con Raul Caruso, professore ordinario di Politica economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore
Continua il percorso di formazione giuridica promosso dalla Fondazione Migrantes e rivolto ai direttori diocesani e regionali e ai loro collaboratori impegnati nella pastorale migratoria nelle diocesi italiane. Nel pomeriggio dell’11 dicembre il confronto è stato sull’impatto della legge 50, il cosiddetto “Decreto Cutro”, nel sistema d’accoglienza in Italia. Per la Migrantes è importante la formazione per rispondere ai cambiamenti legislativi