Attivisti, medici e infermieri, giovani donne, sportivi. E’ “il popolo” afghano giunto questa mattina a Roma Fiumicino dal Pakistan grazie al programma dei Corridoi Umanitari realizzati da Caritas Italiana (per conto della Conferenza Episcopale Italiana), FcEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia), Tavola valdese e Comunità di Sant’Egidio. “Nessuno di loro avrebbe mai voluto lasciare il Paese se solo ci fosse stata la possibilità di rimanere”, racconta Daniele Albanese di Caritas Italiana. “C’è molta rassegnazione purtroppo rispetto a quello che sta ancora succedendo lì. C’è la speranza ma al momento la situazione è talmente degenerata che è impossibile per nessuno di loro pensare di poter fare rientro in patria”.
La decisione di sospendere gli account di TikTok dagli smartphone della Commissione europea, anche quelli utilizzati dal suo staff, “è stata presa per aumentare la cybersicurezza dell’Esecutivo europeo e per tutelare la Commissione Ue contro minacce e azioni di cybersecurity che forse potrebbero essere sfruttate per attacchi informatici all’ambiente istituzionale della Commissione”.
L'Associazione nazionale vittime civili di guerra, in occasione del 24 febbraio (giorno in cui, un anno fa, ha avuto inizio il conflitto russo ucraino), diffonde un bilancio delle sofferenze della popolazione civile. Dal 24 febbraio al 2022 al 15 febbraio 2023 le vittime civili della guerra in Ucraina sono state circa 21.293. Le armi esplosive sono responsabile del 90% delle vittime civili
Un anno fa l’aggressione russa dell’Ucraina. Dopo 77 anni di pace, il 24 febbraio 2022, l’Europa si ritrova a vivere sul proprio suolo una guerra. In questo anno il mondo ha assistito ad una nuova corsa al riarmo, alla caduta del concetto di neutralità di alcuni Paesi e al ritorno della minaccia nucleare e a una possibile 'Guerra Fredda'. Ma stavolta il confronto non è tra Usa e Russia ma tra Usa e Cina. Che mondo ci sta consegnando questo conflitto? Lo abbiamo chiesto a Claudio Bertolotti, analista strategico, direttore esecutivo di Start InSight (www.startinsight.eu) ed esperto dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale).
I dati delle Nazioni Unite. Negli ultimi 12 mesi, 17 milioni e mezzo di ucraini sono diventati completamente dipendenti dagli aiuti umanitari, altre 6,3 milioni di persone hanno dovuto lasciare le proprie case per sfuggire ai combattimenti, mentre oltre 7mila sono morte - di cui oltre 400 bambini, uno ogni 17,5 adulti - e 11.327 rimaste ferite
Da Mosca, una riflessione dell’arcivescovo Pezzi sulla Quaresima e sulla sempre più difficile costruzione della pace: “In questo tempo di Quaresima che cominciamo, ci sia la possibilità di comprendere che la Croce non è uno scandalo, che l’apparente sconfitta è in realtà una vittoria per tutta l’umanità, che la pace non va preparata con le armi ma va preparata con la conversione dei cuori”
Oltre 5,3 milioni di persone assistite da Caritas dall’inizio della guerra in Ucraina. È quanto emerge dai dati sugli aiuti forniti dall’intera Confederazione Caritas in Ucraina e nei Paesi vicini – ovvero Polonia, Romania, Moldavia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria e Ungheria.
Almeno 494 edifici religiosi in Ucraina sono stati distrutti, danneggiati o saccheggiati a seguito dell’invasione russa e sequestrati per essere utilizzati come basi militari russe.
Tanti sono quelli arrivati sulle nostre coste, con una media di 15mila presenze annue nel sistema di accoglienza italiano, tra luci e ombre. Il rapporto “Nascosti in piena vista-Frontiera Sud” evidenzia la necessità di una distribuzione uniforme delle strutture e della promozione dell’affido familiare