Accoglienza ucraini, quel “modello nuovo” frenato da ritardi e troppa burocrazia

A un anno dal conflitto oltre 173mila profughi hanno attraversato il confine con il nostro paese. Ma solo circa 20mila sono nel sistema di accoglienza. Il Piano della protezione civile è stato bloccato da lungaggini burocratiche e ritardi. Miraglia (Arci): “Società civile si è attivata subito, lo Stato è insufficiente“ Coresi (ActionAid): “L’accoglienza dei i profughi ucraini ha dimostrato il fallimento del sistema”

Terremoto in Turchia e Siria: p. Bahjat (parroco Aleppo), altre scosse ieri sera “è una tragedia, dobbiamo ripartire da zero”

A due settimane dal sisma del 6 febbraio, l'incubo continua. Ieri sera altre due scosse di magnitudo 6.4 e 5.8 hanno aggravato ulteriormente la vita dei terremotati di Turchia e Siria. Le vittime sono salite a oltre 47mila, di  queste seimila in Siria. Il parroco latino di Aleppo, padre Bahjat, parla di "Calvario". Nonostante le difficoltà non accenna a diminuire l'impegno della Chiesa siriana ad Aleppo e in altri centri colpiti come Latakia, Tartous, Hama. Chiese e conventi tengono "porte aperte e ambienti caldi" per accogliere e sostenere i terremotati. In questi giorni la Custodia di Terra Santa ha cominciato ad inviare da Damasco verso Aleppo piccole squadre di frati per portare aiuto.

Terremoto in Turchia e Siria. È emergenza bambini. Itci: “Intervenire subito per rassicurarli, sostenerli, ricreare normalità”

Sono circa 7 milioni i bambini vittime “collaterali” del sisma in Turchia e Siria. Hanno visto crollare la propria casa e magari hanno perduto genitori e fratelli. “Occorre ascoltarli, rassicurarli, sostenerli e tentare di ricongiungerli alle famiglie. Importante ricostruire una nuova normalità”, spiegano al Sir Michela De Luca e Mara Bruno, psicologhe dell’Itci. Ma non si può perdere tempo: “Prima si interviene, meno si cristallizza il trauma”. E attenzione alla sindrome del sopravvissuto