Migranti, report della ong: la rotta Algeria-Spagna letale ma invisibile

Nonostante le numerose tragedie che si registrano ogni anno sulla rotta marittima che porta dalla costa algerina alla Spagna, questa rotta rimane "invisibile". In un rapporto pubblicato all'inizio di febbraio, l'Ong spagnola Caminando Fronteras rivela che nel 2022 almeno 464 persone sono morte in 43 naufragi, rispetto alle 191 del 2021. Con 1.583 morti tra il 2018 e il 2022

Moldavia in stato di allerta. L’appello della Chiesa: “Pericoloso alimentare i conflitti interni”

“La Chiesa è per la pace e incoraggia tutto ciò che si può fare perché la pace ci sia in Moldavia e in Ucraina. Il messaggio di papa Francesco è chiaro ed è il solco sul quale noi camminiamo nella speranza che si arrivi ad una soluzione e anche ad una liberazione del territorio ucraino”. A parlare da Chisinau è mons. Cesare Lo Deserto, vicario generale della diocesi, al termine di una giornata di altissima tensione su tutta la regione. Riguardo poi al “nodo” Transnistria, osserva: “Ci vogliono soluzioni che valgano per tutta la storia. Ormai lo sappiamo: le mezze soluzioni o le soluzioni cosiddette ibride non hanno nessun valore, anzi sono pericolose”

Terremoto in Turchia e Siria. Sargi (Caritas Siria): “Pronti a portare aiuti a Idlib”

41 mila morti: è questo il bilancio provvisorio del sisma che il 6 febbraio scorso ha colpito Turchia e Siria. Oltre 35mila solo in Turchia, almeno 6 mila quelli in Siria. Per l'Unicef sarebbero coinvolti sette milioni di bambini. Con il passare dei giorni aumentano i bisogni della popolazione terremotata. In prima fila a portare aiuto c’è la Chiesa locale che ha aperto le porte di chiese e conventi per accogliere chi ha perso tutto. Caritas Siria, con circa 300 operatori, da giorni sta distribuendo materassi, coperte, cibo e acqua ai terremotati di Latakia, Hama e Aleppo. Il Sir ha raccolto la testimonianza del direttore di Caritas Siria, Riad Sargi che dichiara: “siamo pronti a portare aiuto anche ad Idlib, appena le condizioni lo permetteranno”

Crisi economica, questione nordirlandese, carenza di lavoratori. Il 58% dei britannici vuole tornare nell’Ue, ma i partiti frenano

Un nuovo accordo su Brexit, mentre la maggioranza dei britannici, ormai, il 58%, vuole rientrare nella Ue. Le due notizie occupano le prime pagine dei giornali britannici e segnalano novità importanti sul fronte dei rapporti tra Bruxelles e Londra. Un patto concordato tra il premier britannico Rishi Sunak e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen potrebbe essere annunciato nei prossimi giorni e risolverebbe la questione del protocollo nordirlandese. Il Sir ne ha parlato parlato con il politologo Alan Bairner, docente all’università di Loughborough, nel centro d’Inghilterra.