Yemen. Ferraresi (Msf): “I bambini non muoiono più sotto le bombe ma di fame e dissenteria”

Sembra reggere la tregua de facto iniziata nell'aprile 2022 in Yemen. Ma la situazione generale, nel nono anno di conflitto, è sempre gravissima: l'80% dei 30 milioni di abitanti sopravvive solo grazie agli aiuti umanitari, tra l'altro sottofinanziati dalla comunità internazionale. Almeno 4,5 milioni di persone sono sfollate all'interno del Paese. Federica Ferraresi, di Medici senza frontiere, racconta al Sir di una sanità al collasso e delle grandi sofferenze della popolazione, in una delle crisi più dimenticate al mondo.

Bazan (Comece): “Salvare persone in mare è un obbligo. Ma poi i ricollocamenti non funzionano”

"Un porto è sicuro se le persone, dopo essere sbarcate, non soffrono persecuzioni e la loro vita e libertà non sono messe in pericolo. Per la Ue questo luogo dovrebbe essere quello in cui sono rispettati tutti i diritti umani”. Lo afferma al Sir, José Luis Bazan, consigliere legale per le politiche migratorie della Comece. In questo colloquio con il Sir affronta i diversi aspetti del fenomeno migratorio. Servono corridoi umanitari, afferma. Accoglienza e integrazione devono procede di pari passo. Il richiamo alle parole di Papa Francesco

Migranti, superstiti e parenti delle vittime del naufragio di Cutro ricevuti a Palazzo Chigi

È durato poco meno di due ore l’incontro tra la premier Giorgia Meloni e una delegazione di 35 persone. La premier ha rappresentato la vicinanza propria personale e del Governo, e ha assicurato il massimo impegno per la ricerca delle salme e quello dell’Italia in sede Ue per dare seguito alle richieste di accoglienza e di ricongiungimento in altri Paesi europei. Intanto a Lampedusa è iniziata la rimozione dei barconi abbandonati

Sicurezza ed emissioni, città italiane ancora lontane dagli obiettivi 2030

Il bilancio della campagna “Clean Cities” di Legambiente, che ha messo in luce il ruolo che i capoluoghi italiani possono svolgere per guidare il paese verso una mobilità a zero emissioni. Trasporto pubblico insufficiente e carenza di alternative adeguate: le città più ritardo sono Avellino, Palermo, Prato, Perugia, Catania e Napoli. Un cittadino su 4 pronto ad abbandonare l'auto privata per i mezzi pubblici, se comodi e puntuali