Myanmar. Voci senza nome e senza volto: “Non dimenticateci, aiutateci in qualsiasi modo”

Parlano, anzi il loro è un grido di dolore e di aiuto. Ma non possono metterci né il volto né il nome. Perché la giunta militare che ha preso il potere nel 2021, sta diventando sempre più efferato e pericoloso. Ma quanto è successo a Sagaing dove venerdì scorso in un attacco indiscriminato contro una scuola hanno perso la vita almeno 11 bambini, è troppo grave per rimanere in silenzio. “Quello che chiediamo è che il mondo sappia e non ci dimentichi. Pregate per noi. Aiutateci in qualsiasi modo. Il nostro popolo si sente totalmente dimenticato”

Myanmar, attacco ad una scuola con decine di bambini uccisi. La repressione militare si fa sempre più dura

Venerdì scorso le truppe governative hanno attaccato con elicotteri una scuola nella regione di Sagaing, nel centro del Myanmar, causando decine di vittime e feriti tra studenti e insegnanti. Dopo il golpe del febbraio 2021 la giunta militare sta usando il pugno duro per contrastare la ribellione dei civili, che in quelle zone si sono organizzati con armi artigianali. Le forze dell’esercito hanno incendiato almeno 12.000 tra case e villaggi. Un forte sistema di controllo della dissidenza ha portato al licenziamento di 400.000 dipendenti pubblici considerati oppositori, mentre 12.000 persone sono ancora in carcere, tra cui mamme con figli. L’Onu ha documentato 260 attacchi alle scuole. Parla al Sir Cecilia Brighi, segretaria generale dell’associazione “Italia-Birmania insieme”