Monastero dei Paolini a Mariupol sequestrato dai russi. Il parroco: “In città è un disastro”

Il monastero dell’Ordine di San Paolo primo eremita a Mariupol dove vivevano e prestavano servizio i padri paolini, è stato sequestrato dai russi ed è diventata ora la sede della dell’amministrazione locale della cosiddetta Repubblica popolare di Donetsk. A dare la notizia padre Pavlo Tomaszewski, il parroco paolino della parrocchia di Nostra Signora di Czestochowa di Mariupol, con un post su Facebook. Al Sir racconta: “Il 17 marzo il nostro monastero è stato saccheggiato. Hanno preso tutto quello che c’era, anche i calici per il servizio divino e ogni cosa di valore”. “In città non c’è un servizio di telefonia mobile o di internet. So che c’è corrente e acqua da qualche parte. Ma lì è un disastro. Vi confido che è molto difficile per il mio cuore. È difficile per me, perché ci hanno tolto la chiesa, hanno fatto di tutto per farci andare via. E ora l’hanno disonorata. È molto, molto difficile da accettare”

La guerra pesa sull’economia Ue: l’incertezza regna sovrana

La Commissione europea ha reso note le sue previsioni per il 2022 e il 2023. L’invasione della Russia in Ucraina, oltre ai devastanti effetti umani e strutturali, rischia di mettere nuovamente in ginocchio i sistemi produttivi e commerciali dell'intero continente che a fatica cercavano di riprendersi dalle ricadute della pandemia. Italia: rallenta la ripresa, si spera nel Pnrr. Punti interrogativi su lavoro, redditi familiari, Pil e debito pubblico

Italia, in crescita ma sempre bassa la fiducia nelle istituzioni. Partiti politici all’ultimo posto

Dal 2012 quasi il 90% dei cittadini di 14 anni e più colloca tra 6 e 10 il giudizio di fiducia nei confronti dei Vigili del Fuoco e oltre il 70% per le forze dell’ordine. Dopo la flessione registrata tra il 2014 e il 2018, cresce la fiducia dei cittadini nei confronti della Presidenza della Repubblica. Giovani più fiduciosi verso Parlamento Europeo e sistema giudiziario. Più consensi ai governi comunali che a quelli regionali

Yemen. Msf: “Tra le più gravi crisi umanitarie al mondo ma mancano fondi”

Thomas Courbillon, capo missione di Medici senza frontiere in Yemen, descrive al Sir la situazione nello Yemen, uno dei conflitti più dimenticati che dura da 7 anni. Ad inizio aprile è scattata una tregua di due mesi e sono in corso negoziati ma la crisi umanitaria è gravissima. I due terzi della popolazione (20 milioni di persone) dipendono dagli aiuti, 3 milioni sono sfollati interni. Sanità, scuola ed economia in generale sono in condizioni disastrose ma mancano i fondi per i progetti di sviluppo