A partire da sabato 8 febbraio, quattro incontri gratuiti, organizzati dalla Societas Veneta per la storia religiosa. Spunti di riflessione da Sturzo alle sfide del dopoguerra
La religione è celata più o meno velatamente in numerose forme d’espressione umana. Nei testi delle canzoni, nei quadri, nei romanzi, in poesia. Il cattolicesimo ha segnato profondamente lo sviluppo culturale e sociale del nostro Paese e dell’Occidente intero, come attestato da letterati, filosofi e artisti.
“Non possiamo ignorare strumenti che stanno disegnando il futuro prossimo”. Lo afferma don Andrea Ciucci, coordinatore della Pontificia Accademia per la vita, commentando la nota vaticana sull’intelligenza artificiale, che evidenzia la necessità di un uso etico e responsabile della tecnologia, promuovendo il bene comune e la dignità umana
Guerra, disinformazione, concentrazione del potere nelle mani di pochi: sono alcuni dei rischi delle applicazioni dell’intelligenza artificiale analizzati nella nota della Santa Sede, che esamina anche le implicazioni dell’IA in ambiti quali economia, finanza, lavoro, sanità ed educazione
«Dal 2019 al 2022 sono drasticamente aumentati i giovani che si limitano alla sola frequentazione della scuola nella loro vita» e «nel mondo adolescenziale è significativamente diminuita l’abitudine a trascorrere il tempo libero faccia a faccia con gli amici: i “lupi solitari” sono addirittura triplicati in 3 anni, passando dal 15 al 39,4 per cento».
160 miliardi di euro giocati nel 2024 in Italia, guadagno facile per la criminalità organizzata. La ludopatia è subdola, riconoscerla è il primo passo per sconfiggerla. Raccontarsi aiuta se stessi e gli altri
Noemi Di Segni al Sir: “È un giorno in cui fare un bilancio, quantomeno morale, delle scelte che sono state fatte e di quelle da fare oggi. È un giorno di ‘bilancio di civiltà’. Non vogliamo che sia solo un giorno in cui si ascoltano i testimoni e si piange con loro. Vorremmo che quel dolore vissuto e quell’orrore visto facciano capire come si è arrivati a quel punto. Ci si è arrivati perché c’erano delle falle e delle fragilità nella società italiana. Fare ‘Memoria’ significa fare un lavoro di coerenza e responsabilità”
Enrico Fink, presidente della Comunità ebraica di Firenze: "la Comunità Ebraica non si sottrae al confronto, non chiede censure nei confronti del dibattito sulla guerra in Medio Oriente. Piange ogni vittima, a Gaza come altrove, e ritiene fondamentale che l’attenzione del mondo si focalizzi laddove i conflitti insanguinano la terra". E sulla Giornata del 27 gennaio, aggiunge: "Soprattutto oggi, quando dittature populismi e razzismo rialzano la testa con arroganza e violenza nel mondo intero, riteniamo colpa grave ogni indebolimento della vigilanza antifascista. La lotta all'antisemitismo non è necessaria perché gli ebrei sono 'buoni'. È necessaria perché l'antisemitismo, come ogni razzismo, è una malattia profonda della nostra società"