“Ora più che mai, è il momento di tenere duro perché c’è bisogno di una luce che brilli e indichi una strada da percorrere: dobbiamo trasformare i motivi della vendetta in occasioni di dialogo”, spiega il fondatore e presidente della Cittadella della pace in provincia di Arezzo, che ospita in questo momento anche 3 giovani israeliani, 3 palestinesi e 2 libanesi
Esther Major, vicedirettrice per le ricerche sull’Europa di Amnesty International: “In diversi stati europei le autorità stanno illegalmente limitando il diritto di protesta, prendendo di mira determinati slogan, cartelli e bandiere della Palestina, sottoponendo ad arresti e violenza i manifestanti e, in alcuni casi, vietando del tutto quelle proteste”
La soddisfazione della portavoce Pallucchi: “Si tratta di una proposta che abbiamo inserito nel nostro documento rivolto alla politica per la Legge di Bilancio 2024. Ci auguriamo che si possano ottenere dei risultati già nella prossima Manovra”
Subito dopo il bombardamento dell’ospedale al Ahli a Gaza, Hezbollah ha indetto “un giorno di rabbia senza precedenti” e centinaia di manifestanti hanno risposto alla chiamata in Libano, Giordania, Tunisia, Cisgiordania e Iran manifestando per strada e mirando soprattutto alle ambasciate. Una reazione che ha coinciso in Europa con un picco di allerta che ha coinvolto aeroporti, musei e luoghi di culto, in primis le sinagoghe. L'imam Pallavicini (Coreis) spiega: "Un giorno della rabbia da un punto di vista di chi è veramente religioso e tra questi anche i musulmani, non ci può essere”
Domenica 22 ottobre si celebra la grande famiglia padovana sparsa nei cinque continenti, ma anche il desiderio della Chiesa di vivere il Vangelo con più intensità
Quelli di cui sono pieni giornali, telegiornali e social sono anzitutto drammi umani e familiari. Che ragazzi di venti, ventidue anni ammettano la loro dipendenza d’azzardo, si autodenuncino alla Federazione in quanto calciatori, è un fenomeno che interessa l’intero sistema Paese.
Sono 200 mila, in Veneto, i working poors. Nella sola provincia di Padova ci sono 50 mila con un guadagno netto mensile che va dai 600 agli 800 euro. Salario minimo o contrattazione collettiva? I numeri, pur allarmanti, dei cosiddetti lavoratori poveri non trovano un indirizzo comune di riposta. Anche gli stessi sindacati hanno visioni contrapposte