Nel buio di domenica 26 febbraio, alle quattro del mattino, in mezzo al mare freddo con onde alte tre metri, sono morti uomini, donne e tanti bambini davanti alle coste calabresi.
Il 28 febbraio è stato l’ultimo giorno per compilare l’Isee da parte delle famiglie e vedersi adeguare (leggi aumentare) l’assegno unico erogato, da due anni, per ogni figlio dal settimo mese di gravidanza al 21° anno di età.
La tentazione è anzitutto un suggerimento interpretativo che parte da un dettaglio negativo e lo amplifica perché si perda di vista l’insieme; sussurra una mancanza, vera o presunta, e induce a leggere le situazioni ambivalenti in modo unilateralmente negativo. Questa è la vera opera del Nemico contro di noi: il resto è corollario e conseguenza. Il diavolo ci offre il suo punto di vista sul reale, uno sguardo tutto in nero, senza sfumature o spiragli
Il teatro istituzionale continuerà per un po', fino alla prossima distrazione, con il rimbalzo delle responsabilità. L’Europa sarà sempre più lontana. E il continente del mare nostrum diventerà la terra del mare mostrum
“Oggi le possibilità di un dialogo sono molto fragili”, osserva il giornalista, per anni corrispondente da Mosca. “La speranza, molto debole, è che Paesi come India, Sud Africa, Argentina, Brasile… si mettano insieme per svolgere un’azione che porti al raggiungimento di una tregua” ma – rileva – “a questo tentativo non devono mettersi di traverso non solo Russia e Ucraina ma anche Usa e Ue perché altrimenti l’ipotesi svanirebbe molto rapidamente”
È un po’ come quando da bambini ci si traveste da Superman: tutti sanno che è solo una maschera, nessuno pretende che il piccolo spicchi il volo per salvare i più deboli. Ecco l’Europa, allo stesso modo, con lo scoppio della guerra in Ucraina un anno fa, si è tolta il mantello rosso ed ha mostrato tutta la sua vulnerabilità. Dai combattimenti in campo aperto, certo, l’Unione è immune. Ma dopo dodici mesi, l’economia è provata, così come la stabilità e il ruolo assunto agli occhi del resto del Pianeta. “L’Europa – spiega al Sir Alessandro Politi, direttore della Nato defense college foundation - al momento va al traino della Nato perché non ha raggiunto una riflessione matura su una questione che non può permettersi tempi lunghi. Siamo in una situazione poco positiva, difatti, tutte le grandi capitali europee vanno in ordine sparso”
L’avvio di negoziati per la pace (non solo di pace), per diventare operativo richiede la presenza di tutti i coinvolti e a vantaggio anzitutto di due obiettivi: la verità e la giustizia. Termini oggi lontani e che un anno di guerra in Ucraina ha ulteriormente separato dal linguaggio internazionale. Ma è inutile negare che sono l’unica possibilità per rimettere intorno ad un tavolo gli attori protagonisti come pure le tante comparse che nelle “opportunità” della guerra sono sempre pronte a cercare e vivere il loro momento di gloria