Benedetto e Francesco: il rapporto tra il papa regnante e il papa emerito

Con la scelta di vivere nel monastero Mater Ecclesiae in Vaticano, a poca distanza da Santa Marta dove risiede il Papa regnante, il Papa emerito ha continuato a offrire il suo servizio per il bene della Chiesa “nascosto al mondo”, come lui stesso ha dichiarato di voler fare, attraverso la preghiera, il silenzio, la mitezza e la discrezione, sostenendo il ministero del suo successore in un rapporto di fraterna amicizia e stima spirituale, oltre che obbedienza, attraverso visite, chiamate telefoniche e presenze agli avvenimenti più importanti, come il primo Concistoro di Papa Francesco o l’apertura della Porta Santa di San Pietro per l’inizio del Giubileo

Benedetto XVI, il Papa della Chiesa “inutile”

Un Papa che ha parlato (e vissuto) di amicizia con Dio e gli uomini, dunque un Papa inutile per il mondo, che tollera la Chiesa solo se si guadagna da vivere con un fare spesso suppletivo delle inadempienze della politica e della società, e consistente in minestre ai poveri e assistenza sociologica spicciola. Un Papa che parlava di cose inutili, perché parlava della bellezza del Dio-uomo e del suo amore effuso tramite il Pane che viene dal cielo, mentre al mondo interessa il pane di cui soltanto vuole vivere. Un Papa che ci ha insegnato e mostrato lo splendore del vero culto a Dio, e dunque un Papa che ha mostrato cose inutili, perché gli occhi concupiscenti del mondo la bellezza la cercano sulle nudità di Instagram e nei weekend fuori città, bellezze orizzontali (come gli orizzonti) o anche peggio, pseudo-bellezze artefatte e pornografiche

Pelè, in ricordo di un re

Un messaggio che resta, perché fusione atemporale di fisicità e di spirito, di speranza per tutti, poveri e non. Semplicemente di umanità. Ciao, O Rey, e grazie per il tempo magico che ci hai regalato

Natale a Betlemme: nella notte… la Luce

Da Betlemme la riflessione di mons. Vincenzo Peroni, sacerdote bresciano, per 10 anni cerimoniere pontificio, e dal 2020 in Terra Santa al servizio della Custodia francescana. Mons. Peroni, tra le varie cose, è autore del libro "Toccati da Gesù", edito dalla Fondazione San Francesco di Sales, nel quale presenta un itinerario di spiritualità in Terra Santa

Dio è veramente con noi!

Un lungo cammino di ascolto, di riflessione, di conversione ci ha permesso di giungere alla solennità del Natale. Mettendoci davanti al Signore con cuore sincero, ci rendiamo conto dei passi che abbiamo compiuto nella fede, nell’amore e, nello stesso tempo, degli aspetti che attendono di essere sciolti, per camminare con coerenza dietro a Gesù. Oggi vogliamo fermarci davanti al Presepe che rappresenta plasticamente la nascita del Figlio di Dio e guardare i vari personaggi. Contemplandoli, possiamo liberare nel cuore sentimenti di meraviglia e di stupore oppure mettere in atto solo ragionamenti che ci portano lontano dalla comprensione di un accadimento che ha cambiato il corso della storia non solo sociale, ma anche personale

Legge di Bilancio. Rossini: “Non dobbiamo metterci contro i poveri, ma contro la povertà”

La prima legge di Bilancio del governo Meloni avrebbe voluto cambiare le regole per i percettori di reddito di cittadinanza rendendo accettabile qualsiasi impiego, pur al di sotto delle proprie capacità, ma ha fallito nell’intento. Il riferimento al decreto legislativo che ha introdotto il reddito di cittadinanza e a quello del Jobs act che fa riferimento alla congruità è infatti rimasto e quindi la norma resta come prima. I dubbi però rimangono secondo Roberto Rossini, portavoce della Alleanza contro la povertà

Ucraina. Fabbri (Domino): “Francesco mediatore? Poteva esserlo, ma difficile mediare fra chi non vuole”

Il presidente ucraino Zelensky ha incassato l’ok dagli Stati Uniti per l’invio dei missili patriot ma nella visita al Congresso, al di là della retorica e perfetta aura natalizia, ha dovuto anche ingoiare la scarsa disponibilità a continuare il conflitto. L’omologo russo ribatte e condanna “la guerra per procura” finanziata da Washington ma non resta con le mani in mano e fa tremare la Moldavia. Per Dario Fabbri, esperto di geopolitica e direttore della rivista Domino, i negoziati non sono vicini. E anche l’ipotesi di un Papa mediatore è distante