Don Ivan Chverenchuk, cappellano per la Chiesa ucraina di rito bizantino all’interno della Diocesi di Padova, negli ultimi due mesi ha conosciuto, abbracciato e accolto diversi connazionali
Via Europa è la via dove sorge la parrocchia di San Gaetano, a Sant’Urbano, ed europea è la bandiera che sventola accanto a quella dell’Ucraina sul balconcino dell’appartamento a più piani dove sono accolti otto profughi ucraini, un nucleo familiare composto da mamma Tania, papà Sergej e tre figli, un’altra madre assieme a sua figlia e Maria, arrivata da sola all’hub di Monselice.
Si è conclusa lo scorso 7 maggio (dal 3) la visita di Alessandro Monteduro, direttore di Aiuto alla Chiesa che soffre -Italia (Acs), in Ucraina. Scopo del viaggio è portare la vicinanza della Fondazione pontificia alla popolazione del Paese, invaso il 24 febbraio scorso, dall’esercito russo. Il Sir ha chiesto a Monteduro di tracciare un bilancio della visita in Ucraina.
È davvero giunto il momento di mettere l’Unione Europea “sotto i ferri”? A 72 anni dalla dichiarazione del ministro degli esteri francese Robert Schumann, l’Unione continua a essere un cantiere a cielo aperto.
Accesso sanitario, allo studio e al mercato del lavoro. Sono i “benefici” della protezione temporanea, ma si possono estendere al di fuori dell’emergenza? Straordinario e ordinario. Il sistema di protezione è ripartito tra chi fugge da eventi improvvisi come le guerre e chi proviene da rotte “consolidate”. L’Italia è riuscita a ospitare centinaia di profughi ucraini con un sistema che ha retto
Uguaglianza storica. Finalmente viene riconosciuto il professionismo nel mondo calcistico femminile. Significa avere maggiori tutele: ora è un lavoro a tutti gli effetti