Uccide la madre a coltellate. Pollo: “Nella cultura di oggi c’è il rifiuto della colpa”

"Si tende a giustificare l’azione malvagia a livello psichico. Anche sul caso della madre che ha ucciso la figlia nel catanese circola la spiegazione che fosse in quel momento fuori di sé. È un tentativo di patologizzare una condotta per non affrontare la colpa. Nella nostra cultura è saltata la differenza fra genitore e figlio, fra educatore ed educando. Non c’è più una asimmetria, caratteristica di ogni relazione educativa". Mario Pollo, antropologo dell’educazione, analizza il gesto compiuto da un ragazzo di 17 anni che ha ucciso con trenta coltellate la madre ieri a Napoli

Povertà in Italia. Russo (Acli): “Problema strutturale, serve una comunità che sappia prendersi in carico le fragilità”

Nell’ultimo report diffuso dall’Istituto nazionale di statistica viene confermato che la povertà resta a livelli record. Nel 2021 in Italia ha interessato 5,6 milioni di persone, tra cui 1,4 milioni di bambini. Degli 1,9 milioni di famiglie colpite, sono quelle più numerose ad essere in maggior difficoltà. Lavoro ed istruzione continuano ad essere strumenti che contribuiscono a contrastare la povertà. L’analisi di Antonio Russo, vicepresidente nazionale delle Acli con delega Welfare e Coesione territoriale

Suicidio assistito Mario: Gambino (Scienza e vita), “assunzione di un farmaco letale non è alternativa a cure palliative”

“L’esito di questa vicenda, cioè l’auto somministrazione di un veleno da parte del paziente finalizzato alla morte con l’assistenza di personale sanitario, non è inaspettato, perché la nostra Corte costituzionale aveva già tracciato questo orizzonte, ovvero che un paziente di fronte ad alcuni requisiti stringenti definiti dalla stessa potesse autonomamente porre fine alla propria vita. In questo caso, i requisiti sono stati acclarati da un comitato del Servizio sanitario, ma quello che in Italia ancora oggi non è stato definito è un protocollo operativo e quindi in questi casi si va avanti da soli e le associazioni hanno proceduto a spese loro e con i loro mezzi”. 

Bimba uccisa a Catania: Parsi (psicologa), “nessuno faccia un passo indietro rispetto alle proprie responsabilità”

L’omicidio della piccola Elena nel catanese, confessato dalla madre 23enne Martina Patti che immediatamente aveva cercato di far credere essere un rapimento ritorsivo nei confronti del suo ex compagno, pone degli interrogativi per i quali la psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, offre degli spunti di riflessione.